Real-time Journalism: il futuro della notizia
Il Monella

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Real-time Journalism: il futuro della notizia

Ovvero: il coinvolgimento del lettore nell'era del giornalismo post-industriale.

"Il tempo della notizia – news cycle – è passato dalle 24 ore ai 24 secondiIl real-time crea coinvolgimento alla luce - non a dispetto - di questo cambiamento"

Real-time Journalism - Il futuro della notizia fra liveblogging e coinvolgimento esplora il mondo del giornalismo in diretta e lancia la sfida dell'engagement del lettore: unica, vera unità di misura del mondo digitale.  

In parallelo con la pubblicazione di questo mio primo saggio in formato ebook, viene lanciata questa pagina come primo blog collettivo italiano sul tema, e approdo naturale per tutti i naviganti italiani nel mondo del giornalismo real-time. Consideratelo come un dialogo in tempo reale, invece che una monolitica vulgata:  un viaggio comune, non un soliloquio: così come auspico che sia il giornalismo del futuro.

Siete invitati - tecnici, giornalisti, curiosi e lettori - a commentare e inviare spunti di riflessione. 

Richiedete l'accesso alla piattaforma, e vi sarà dato. Potete usare il comodo box qui sotto. L'hashtag per la discussione è #realtimejourno: gli spunti colti su Twitter nutriranno questo liveblog, e viceversa. La mia email è lillo@ilmonella.com. 

  • Parola a Marco Magrini
    dig.it 9/17/2013 8:27:22 AM
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  • Magrini, sul quando approdò in una redazione
    Quando arrivai i giornalisti anziani facevano in modo che imparassi in fretta il mestiere, come nelle botteghe delle arti
    i bei tempi
    dig.it 9/17/2013 8:29:30 AM
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  • Giriamola la proposta, sai mai Giovanni

    dig.it 9/17/2013 8:30:18 AM
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  • Quote of the day
    (spieghiamo il behind the scenes: Pasteris tentava di comunicare velocemente via chat su Skype con Anna Matteo)
    dig.it 9/17/2013 8:30:52 AM
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  • Magrini
    Secondo me i giornali dovrebbero interpretarsi come società di software. 

    dig.it 9/17/2013 8:32:54 AM
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  • "Nessun giornale ha innovato negli ultimi 10 anni. Dobbiamo far schioppettare i neuroni dei lettori" dice Marco Magrini a #digitfi 13
  • Marco Magrini
    Una volta avevamo i giornalisti e i poligrafici. Oggi di entrambe le categorie ce ne è sempre meno. Oggi abbiamo bisogno di ingegneri software in redazione

    dig.it 9/17/2013 8:35:23 AM
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  • dig.it 9/17/2013 8:36:55 AM
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  • Chi mi ha chiamato?
    (Superman!) 
    by dig.it


    dig.it 9/17/2013 8:37:59 AM
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  • Silenzio parla Google, Simona Panseri
    Non sappiamo quale sarà il futuro dell'editoria

    dig.it 9/17/2013 8:39:48 AM
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  • Panseri
    Le persone non vanno su Google per leggere un articolo ma per trovare un articolo o un pezzo di informazione. Si trasformano in lettori quando cliccano su quel link blu e arrivano sul sito di chi l'ha pubblicato

    dig.it 9/17/2013 8:41:40 AM
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  • Sempre Panseri
    Google fa da connettore tra lettore e contenuto

    dig.it 9/17/2013 8:42:16 AM
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  • #Google "Se non c'è informazione noi non ci siamo, non siamo editori, non siamo giornalisti, non siamo produttori di contenuti" #digitfi 13
  • Simona Panseri tira fuori uno smartphone e lo agita come uno scettro dicendo
    Ecco perché strumenti come questo sono fondamentali per arrivare al lettore e stimolarlo anche tramite engagement
    Chiediamo alla regia la moviola
    dig.it 9/17/2013 8:43:52 AM
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  • si parla di #engagement del lettore a #digitfi 13: il vero competitor di un giornale non è un altro giornale ma ogni luogo virtuale di svago
  • Panseri
    Oggi quello che è cambiato il lettore partecipa e il dialogo diventa costruttivo nel momento in cui anche l'autore partecipa

    dig.it 9/17/2013 8:45:24 AM
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  • Il competitor del giornale di oggi è chiunque offra del contenuto che tiene occupata una persona nel suo tempo libero #digitfi 13
  • Riassumendo

    dig.it 9/17/2013 8:45:53 AM
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  • Intanto Simona Panseri di #google ci spiega che online tra i competitor delle news ci sono i giochi (engagement) #digitfi 13
  • Marco Renzi si inserisce sul tema della richiesta di money a Google da parte degli editori. Risposta di Panseri
    Senza dialogo è difficile trovare una soluzione con gli editori. Ma la vera domanda è perché e cosa Google dovrebeb pagare

    dig.it 9/17/2013 8:51:06 AM
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  • Vi ricordiamo che potete proporre le vostre domande anche attraverso i commenti, qui. Niente da chiedere a Google? Le gireremo live
    dig.it 9/17/2013 8:53:06 AM
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  • Domanda di Pasteris
    Mentre cerchiamo di salvare capra e cavoli, il mio dubbio è che questo processo di salvare carta e lanciarsi all'avventura del digitale sia improduttivo. Non è meglio lasciar morire in pace i media tradizionali, in modo che gli imprenditori possano convogliare le loro energie dove ci sono le novità?

    dig.it 9/17/2013 8:56:15 AM
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  • dig.it 9/17/2013 8:56:51 AM
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  • La carta salverà il digitale? Si domanda provocatoriamente @annamatteo_ @sole24ore a #digitfi 13
  • Ecco, manco farlo apposta: cosa dicono dall'altra sala

    dig.it 9/17/2013 9:00:48 AM
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  • Altri spunti dall'altra sala

    dig.it 9/17/2013 9:01:32 AM
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  • Domanda per Panseri:
    Per Google: un'edicolante mica guadagna in toto l'incasso della copia di un giornale, quindi Google non dovrebbe riconoscere qualcosa agli autori? altrimenti di fatto vende senza rendere niente. l'web tutto gratis impedisce inchieste e giornalismo serioalessandra favaSep 17, 2013 at 11:02 AM

    Alessandra procede nel ragionamento

    la carta stampata è già mezza morta, ma dell'informazione gratuita, vedi siti quotidiani, hanno guadagnato solo gli editori, non giornalisti e fotografi. quindi se domani morisse tutta la carta stampata, probabilmente editori troverebbero modo di far lavorare gratis internauti. la questione è avere una stampa libera, affidabile e fare inchieste. gli approfondimenti costano! il punto è sempre questo. unica soluzione: siti giornali a pagamentoalessandra favaSep 17, 2013 at 11:06 AM

    dig.it 9/17/2013 9:07:36 AM
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  • Anche Enzo Iacopino legge i giornali su tablet. Lo dice lui mostrando mini iPad a #digitfi 13 "il mio edicolante non è contento ma è così"
  • I giornali italiani parlano di Berlusconi e delle tasse. Quelli stranieri della Siria e questioni internazionali. Marco Magrini a #digitfi 13
  • Panseri risponde
    Quello che succede su un sito gratuito è che Google lo indicizza. L'editore lo monetizza tramite pubblicità o altro. Il web tutto gratis non è una scelta di Google ma di chi sceglie di mettere il contenuto online

    dig.it 9/17/2013 9:14:45 AM
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  • Cita anche strumenti la cui finalità è la monetizzazione, come la pubblicità su video di YouTube, che si trovano soltanto dove esistono partnership tra chi inserisce il contenuto e Google
    dig.it 9/17/2013 9:16:33 AM
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  • Provocazione live di Mario Tedeschini Lalli


    dig.it 9/17/2013 9:17:57 AM
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  • Dieci minuti di pausa, si riprende con La memoria digitale: libri e giornali; interagire, dimenticare, rettificare, archiviare ?
    Coordina Fabrizio Venerandi con  Daniele Minotti (avvocato) , Guido Scorza (avvocato), Roberto Dadda  (Evangelista delle tecnologie), Giampaolo Balboni (Telecom Italia), Luca Novarino (Memoro).

    A tra poco
    dig.it 9/17/2013 9:18:49 AM
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  • Nel frattempo prosegue il workshop di Lelio Simi nell'altra sala, che dai tweet sembra una bomba

    dig.it 9/17/2013 9:20:18 AM
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  • In attesa dell'ultimo panel di #digitfi13

    Marco Giovannelli 9/17/2013 12:43:25 PM
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  • Due cose sulla diretta

    Mentre aspettiamo la ripresa della diretta, un paio di cose da mettere lì a proposito della diretta stessa da parte di chi la sta facendo:
    Come ho avuto modo di dire anche ieri in sala, la piattaforma con cui seguiamo il live blog dell,evento, ScribbleLive, permette di fare cose straordinarie. E la diretta di un evento come Dig.it - incentrato sul giornalismo digitale e tutto quello che si sviluppa attorno - è solo uno dei modi con i quali si può utilizzare questa piattaforma. In modo particolare, i pregi di un lavoro del genere sono due: 
    - la possibilità di offrire in diretta i contenuti che vengono affrontati da parte dei relatori, visualizzabili così anche da chi non è presente in sala, in real time;
    - la possibilità di andare a ritrovare tutti i contenuti approfonditi, una volta terminata la diretta. Quest'ultimo punto deriva dal fatto che mentre viene fatta la diretta si procede a una collezione di linkcitazionirimandi a tutte le fonti che vengono citate dai relatori o dal pubblico che può intervenire con domande e segnalare ulteriori contenuti tramite i social network.
    David Mammano

    dig.it 9/17/2013 12:45:45 PM
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  • Si ricomincia, ai posti!

    dig.it 9/17/2013 12:53:11 PM
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  • by lillo on Sep 18, 2013 at 6:31 PM via Tctechcrunch2011.files.wordpress
    LIVEFYRE APRE A LONDRA 

    Dopo la recente acquisizione di Storify, di cui ho trattato nei giorni scorsi, leggo ora che Livefyre ha aperto un ufficio commerciale a Londra per espandere la base clienti in Europa. Una mossa aggressiva e intelligente, che mostra attenzione a mercati che ancora non hanno raggiunto lo stesso livello di sviluppo e sofisticazione nel settore real-time rispetto a quello nord americano (il liveblog di Boston.com sull'esplosione alla maratona è stato di recente nominato finalista agli ONA awards, giusto per dirne una....)

    A Londra già operano ScribbleLive, un reseller di CoverItLive, Liveblog PRO e DeltaTre. 
    Best of luck, Livefyre!
    lillo 9/18/2013 4:37:27 PM
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  • @Reuters futuristic platform #Next Canceled:even big guns need to outsource development, sometimes.. #realtimejourno observer.com/?p=317734
  • La politica (oltreoceano) scopre il realtime

    Un partito politico (quello liberale canadese) ha deciso di puntare sull'engagement dei propri elettori attraverso una serie di live chat con alcuni dei sui membri più prominenti, tra cui il leader Justin Trudeau, e l'ex giornalista Chrystia Freeland.
    La piattaforma CoverItLive è stata usata per raccogliere le domande dal pubblico, a cui successivamente Trudeau ha cercato di rispondere in diretta streaming.

    by lillo


    This came a few hours after Trudeau, answering questions from reporters in the foyer of the House of Commons, swatted back one about why he doesn’t present more precise economic policy ideas, saying he needs time to “consult with Canadians” in devising at platform for the 2015 election.




    Un'interessante iniziativa: il #realtime prenderà progressivamente piede con l'aumentare delle competenze informatiche dei politici, che già sanno usare ipad e iphone senza l'aiuto di un portaborse. La chat ha ovviamente attratto l'attenzione di alcuni media locali, che hanno analizzato divertiti i commenti del pubblico, sondando così l'umore dell'elettorato liberal. 

    by lillo


    “Guarantee legalization of marijuana within 6 months of becoming Prime Minister… you will get my vote.”




    lillo 9/19/2013 10:06:19 AM
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  • Un modo originale di utlizzare Storify: come galleria fotografica... www.people.com
    lillo 9/20/2013 12:14:01 PM
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  • @iltirreno : Filo diretto, @alessandrober30 risponde alle domande dei lettori fino alle 19,30 iltirreno.gelocal.it/livorno/sport/… #realtimejourno
  • #Real-time aziandale: non solo una questione di tempismo. Richiede una strategia. 

    The real-­time aspect of social media can be a huge opportunity for brands. Brands cannot succeed in the social media space without building it into their strategy. However, without a solid strategy that transforms real­-time moments into insight­-deriving conversations, these moments are purely noise. Extending these moments into response­-driven conversations can build meaningful consumer relationships that result in increased value and opportunity.
    by lillo on Sep 23, 2013 at 6:15 PM via C.fastcompany.net

    Tratto da FastCoCreate. Parte del mitico FastCompany.
    lillo 9/23/2013 4:18:10 PM
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  • Content Market(t)ing: è tempo di evolversi

    If you’re lucky, you have an army of internal and agency resources dedicated to helping you fuel the content machine – cranking out all sorts of content to keep the feeds full and to keep people clicking and sharing. Then there are those organizations who desperately need more resources to produce content – they simply don’t have the budget or staff needed to keep up with all the communications channels. These are the organizations that haven’t posted to the LinkedIn Company Page in months (or a year), only have a couple of videos on YouTube and only reply to Twitter Followers here and there (when they’re bored in a meeting or know they need to give an update on social to management sometime soon).

    Sure, if you’re posting on a regular basis, you have more friends and followers than you did last quarter, and Google Analytics reports have never looked so good. Traffic equals leads and that’s got everyone singing your praises… but it’s not going to be enough next year. You’re not the only one posting to these channels now – and your audience is becoming even more picky about what they look for in good content, as more and more content becomes available in their streams. It’s time to evolve. 


    Tratto da blog.journalistics.com
    lillo 9/24/2013 12:53:31 PM
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  • Una lista di decine di strumenti pseudo-social per pseudo-monitorare social networks, certificati da Twitter.

    dev.twitter.com

    lillo 9/25/2013 2:01:48 PM
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