Real-time Journalism: il futuro della notizia
Il Monella

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Real-time Journalism: il futuro della notizia

Ovvero: il coinvolgimento del lettore nell'era del giornalismo post-industriale.

"Il tempo della notizia – news cycle – è passato dalle 24 ore ai 24 secondiIl real-time crea coinvolgimento alla luce - non a dispetto - di questo cambiamento"

Real-time Journalism - Il futuro della notizia fra liveblogging e coinvolgimento esplora il mondo del giornalismo in diretta e lancia la sfida dell'engagement del lettore: unica, vera unità di misura del mondo digitale.  

In parallelo con la pubblicazione di questo mio primo saggio in formato ebook, viene lanciata questa pagina come primo blog collettivo italiano sul tema, e approdo naturale per tutti i naviganti italiani nel mondo del giornalismo real-time. Consideratelo come un dialogo in tempo reale, invece che una monolitica vulgata:  un viaggio comune, non un soliloquio: così come auspico che sia il giornalismo del futuro.

Siete invitati - tecnici, giornalisti, curiosi e lettori - a commentare e inviare spunti di riflessione. 

Richiedete l'accesso alla piattaforma, e vi sarà dato. Potete usare il comodo box qui sotto. L'hashtag per la discussione è #realtimejourno: gli spunti colti su Twitter nutriranno questo liveblog, e viceversa. La mia email è lillo@ilmonella.com. 

  • La storia del monaco che si diede fuoco a Saigon. 

    Raccontare un avvenimento tanto drammatico quanto simbolico, in questa bellissima maniera. 


    by lillo on Aug 5, 2013 at 3:00 PM via Ap.org

    lillo 8/5/2013 1:02:30 PM
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  • The Daily Mail smashes online traffic records with over 134 million unique visitors in July An awful lot of readers. t.co
  • Con un po' di ritardo, il ricordo del 2 agosto 1980, alla stazione di Bologna

    by lillo on Aug 5, 2013 at 4:26 PM

    Ci sono tutte le 85 vittime della strage alla stazione di Bologna, con le loro storie di vita quotidiana, nel tumblog realizzato da Iperbole, la rete civica di Bologna, per provare a raccontare una storia, con tante storie dentro, a condividere la memoria di chi c’era con quella di chi era troppo piccolo o di chi ricorda solo i racconti dei genitori.

    Perché la sfida è stata proprio quella di far convivere sullo stesso piano generazioni successive e diverse. E farlo utilizzando i media sociali, che per loro natura incrociano piani pubblici e personali, facendo racconto di immagini, testi, audio, video, tweet.

    Attraverso una partecipazione digitale attiva è stato possibile (ri)raccontare un evento che l’intera comunità cittadina di Bologna vive sempre con la massima attenzione: unendo la logica della condivisione che alimenta i social network con il potenziale narrativo è nato un social blog partecipato, che assomiglia davvero a un collage in cui ognuno può ricostruire un proprio personalissimo percorso. E che con il tempo cambia, cresce e si arricchisce: tante piccole testimonianze che unite formano così un unico e per certi versi nuovo “ricordo”.

    Ne è scaturito uno spazio aperto, che stabilisce connessioni e reti di connessione, che abilita linkcollegamenti tra la memoria di oggi e la memoria vissuta di ieri. Frammenti di audio originali



    by lillo on Aug 5, 2013 at 4:27 PM

    www.chefuturo.it/2013/08/bologna-2-agosto-un-tumblog-per-una-memoria-partecipativa/
    lillo 8/5/2013 2:27:53 PM
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  • Una possibilità per il lettori dell'Independent di dialogare con Alastair Beach, corrispondente dal Cairo 


    lillo 8/6/2013 12:39:19 PM
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  • Il nuovo giornalismo sportivo: cambio di modello e disintermediazione.

    Come scritto nell'articolo di Poynter citato qui sopra (e qui traduco a braccio), "una delle più grandi sfide che i media si trovano ad affrontare oggi è quella di capire il perchè del successo passato, e replicarlo in nuove modalità. In generale, il giornalista (e il 'giornale' per cui lavora) si vedono come ambasciatori esclusivi della notizia, difensori della democrazia - cosa assolutamente vera, nei casi in cui rimane ancora un briciolo di etica dietro il lavoro quotidiano. 

    Ma non è stata questa irreprensibile missione civica che li ha resi pilastri insostituibili delle comunità per decenni. Hanno avuto tale status privilegiato grazie al monopolio sulla stampa - in particolar modo, grazie al monopolio nella diffusione delle notizie con il giusto tempismo.

    Nell'era pre-digitale, coloro che volevano fare sapere che c'era uno sconto sui divani al negozio dietro l'angolo, una buona offerta di alimentari, o la programmazione serale di un film, mettevano un'inserzione pubblicitaria in un quotidiano. Questa pubblicità finanziava il giornalismo, ma l'accordo tacito era quello di una reciproca cecità: i giornalisti si concentravano sui propri articoli e ignoravano la pubblicità, e viceversa. 

    Lo sport è sempre stato un caso a parte. Le squadre volevano che i giornalisti le coprissero, quotidianamente. Un altro patto tacito: i giornali garantivano l'accesso ai lettori, mentre le squadre sportive ricevevano in cambio pubblicità gratuita e potenziali clienti. Questo patto ha retto anche quando il giornalismo sportivo si è trovato a dar conto di casi di doping, cattive gestioni finanziarie, illeciti sportivi e truffe - tutte notizie che ovviamente squadre e atleti avrebbero preferito non essere rivelate. 

    Ma ora questo accordo è definitivamente compromesso. Tutti possono pubblicare qualsiasi cosa, e con tutti si intende proprio 'tutti'. Le squadre, le leghe professionisti, organizzazioni, atleti, agenti e raccattapalle. Tutti coloro che una volta parlavano per bocca dei giornali, insomma. Il risultato è che le regole del gioco sono cambiate. 


    I have a direct, unfiltered way to reach our audience now, and I think that harnessing that is what you have to do as ownership, because we are media brands … when someone goes to find out something about me or a team or a player, and they go to Google and they type that in, I want to learn how to get the highest on the list, and I’ve done that. I don’t want The Washington Post to get the most clicks. I want the most clicks.


    A questo aggiungi atleti che parlano direttamente ai propri fan su Twitter" - fuor di metafora, penso all'esilarante account twitter di bomberone Vieri - "usando il social networks per dare le notizie che li riguardano in prima persona. Molti atleti sono ancora inesperti, o hanno iniziato a twittare dopo essere diventati famosi. Ma per molti è vero il contrario: sono diventati vere e proprie star grazie all'uso sapiente degli strumenti social. Per questi, comunicare in questo modo è decisamente preferibile all'affrontare una mischia disordinata di giornalisti con la bava alla bocca."

    "Tutto questo ci porta a coniare un termine importante: quello di disintermediazione, o eliminazione del middle man, ovvero del mediatore."

    Se le squadre possono raggiungere direttamente fan e clienti, il rapporto costo/beneficio dell'aprire il proprio spogliatoio ai giornalisti cambia. Come tutti i mediatori in questo mondo digitale, i giornalisti sportivi del nuovo millennio sono in pericolo di estinzione.

    Quali le soluzioni proposte da Jason Fry, autore dell'articolo su Poynter

    • Primo, pensate al tipo di notizia che una squadra non vorrebbe dare in prima persona, o sgomitate per averla prima degli altri. 
    • Secondo, analizzate quali tipologie di storie il lettore può già ottenere ovunque, e non sprecate preziose risorse per riscriverle. 
    • Infine, pensate a una nicchia o segmento di mercato in cui inserirvi. Ce ne sono un sacco - analisi statistica, giornalismo investigativo, scouting per talenti emergenti, copertura di leghe minori, prospettive storiche etc. Cercate un approccio nuovo, e abbiate una linea editoriale riconoscibile. Pensate alle modalità in cui il mediatore, l'intermediario possa ancora avere senso - o anche solo qualcosa da dire, che non scimmiotti quello che qualcun altro ha già detto prima, e meglio. 
    lillo 8/6/2013 12:39:27 PM
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  • The event is available to syndicate for free here on the Scribble Market, so feel free to pick it up and publish wherever you like!
    robin.minchom 8/6/2013 2:35:28 PM
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  • Thomas Klein
    by robin.minchom on Aug 6, 2013 at 6:47 AM

    Tom Klein (@tmsklein) is a freelance multimedia journalist with German public broadcaster ARD. Working on a wide range of journalistic projects for various departments, his main focus lies on the development of formats merging traditional print, radio and television coverage with social media.

    In the past few years, Klein has developed and managed a number of Social TV and Social Radio projects for ARD including the 2011 FIFA Women’s World Cup, the UEFA Euro 2012, the UEFA Champions League or the Ironman European Championships 2010-2013.

    Klein blogs for the leading German blog on Social TV we.makesocial.tv and teaches journalism students at the University of Applied Sciences in Darmstadt.


    robin.minchom 8/6/2013 2:37:52 PM
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  • Robert Hodges 
    by robin.minchom on Aug 6, 2013 at 4:41 AM
    Robert Hodges (@RobertKHodges) is the Social Media Editor for Sky Sports where he works with the editorial and production teams to bring the best out of social media across all platforms. That includes working directly with ScribbleLive to maximise the potential of real-time. 

    He has been working at Sky Sports for seven years in Digital Media, is a journalism graduate and supports West Ham United.



    robin.minchom 8/6/2013 2:38:19 PM
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  • Derrick Goold 
    by robin.minchom on Aug 6, 2013 at 4:37 AM
    Derrick Goold (@dgoold) is a baseball writer at The St. Louis Post-Dispatch and serves as the paper's lead Cardinals beat writer. He joined the paper in 2001 and moved to the baseball beat in 2004, where he has been active in expanding, improving, and innovating the paper's online baseball content while maintaining the quality of baseball coverage in print. 

    He started one of the first newspaper-based baseball blogs, Bird Land, and has maintained it for nearly a decade. A graduate of the University of Missouri's School of Journalism, Goold has previously worked at The New Orleans Times-Picayune and Rocky Mountain News (Denver, Colo.) and been honored for his feature writing, online journalism, and investigative reporting.


    robin.minchom 8/6/2013 2:38:58 PM
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  • robin.minchom 8/6/2013 3:32:02 PM
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  • Here are a few really cool ScribbleLive events that our panelists have been involved in:





    robin.minchom 8/6/2013 3:49:50 PM
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  • The guests have all arrived and we should get this discussion under way in a couple of minutes!
    robin.minchom 8/6/2013 3:57:23 PM
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  • The time has arrived, so let's get this chat underway! 

    The three panelists are from a diverse range of backgrounds - we have a social media editor, a beat reporter and a multimedia journalist - so they’ll be able to offer some different perspectives on the industry.
    robin.minchom 8/6/2013 4:00:00 PM
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  • First of all, thank you all for joining from the four corners of the globe!
    robin.minchom 8/6/2013 4:00:28 PM
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  • Thanks for the invitation, Robin. Looking forward to hearing the many, varied ways sports reporting has evolved -- and continues to do so every day -- from the other panelists here.
    Derrick Goold 8/6/2013 4:02:08 PM
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  • To get everybody warmed up - let’s start with a bit of an ice breaker: what has been your favourite sporting moment of the past year?
    robin.minchom 8/6/2013 4:03:15 PM
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  • Amazing - quite an eclectic mix! Here's Robert's (and mine)


    Andy Murray Wins Wimbledon 2013 Title Final Match Point Highlights Wimbledon 2013
    by HDGrandSlam TennisHigh... on July 7 at 5:56 PM

    robin.minchom 8/6/2013 4:07:44 PM
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  • To get everybody warmed up - let’s start with a bit of an ice breaker: what has been your favourite sporting moment of the past year?

    Queste le risposte finora (c'è stato un problemuccio tecnico)

    by lillo on Aug 6, 2013 at 6:08 PM

    lillo 8/6/2013 4:09:31 PM
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  • You've all been involved in sports journalism for quite a few years now - what have been the biggest changes to you're job in the past 5 - 10 years?
    robin.minchom 8/6/2013 4:09:38 PM
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  • The time commitment. The 24/7/365 news cycle means you're basically on deadline constantly. Ten, 15 years ago you were always on call as a beat writer -- but now the need to produce a story immediately or a Tweet as you report is paramount. Content is constant. That means sometimes you cover news as it is happening, not just for the next day's paper when you have a chance to synthesize information for an article.
    Derrick Goold 8/6/2013 4:10:42 PM
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  • I think you'd find a lot of journalists agreeing with that!
    robin.minchom 8/6/2013 4:12:14 PM
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  • I started doing online journalism back in 1999. I have gone through all stages from there: The very beginning trying to establish sports journalism online was quite a challenge in itself in a traditional broadcaster environment.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:13:18 PM
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  • Not many would have said online journalism was proper journalism back then. That has changed.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:14:30 PM
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  • Well that's a positive development at least - Robert what have you seen?
    robin.minchom 8/6/2013 4:15:24 PM
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  • And finally, the addition of social media content to traditional reporting was another huge step.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:15:32 PM
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  • For me, the biggest change has been Twitter...it's changed everything for journalism and how people obtain the news. Gone are the newswires and gone are the days when news organisations could dictate when stories broke. Now anyone can break a story and reach millions of people, which is why Derrick's point about needing to be 24/7 is so relevant. Everything is around the live as it happens as Twitter makes it feel out of date so quickly.
    Sky Sports 8/6/2013 4:15:37 PM
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  • Well said, Tom. That line has not only been blurred but completely vanished.
    Derrick Goold 8/6/2013 4:15:40 PM
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  • Before social media, people had to come to you for their news, now we have to start going to them and where they are. It's changed the way online is percieved by those who were so against it not so long ago.
    Sky Sports 8/6/2013 4:16:01 PM
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  • I couldn't agree more - social media has shattered how news is both gathered and consumed.
    robin.minchom 8/6/2013 4:17:21 PM
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  • You have to be much more mindful of your audience, which leads me to the next question about encouraging community engagement - a huge part of liveblogs and real-time journalism.
    robin.minchom 8/6/2013 4:18:17 PM
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  • Any tips on how to create sports communities using Scribble?
    Kate 8/6/2013 4:18:41 PM
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  • The community is very special when it comes to sports. Fans are very enthusiastic, the use very open and direct, sometimes strong language. And very often they are in favour a certain team or athlete.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:20:14 PM
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  • It's very easy to steer the community when it comes to matches of our national soccer team, when they play other nations. But when we talk about domestic games, it's a different story.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:21:14 PM
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  • Good question Kate, it's been a tough nut to crack for us. But we've found the best way is to make it part of the conversations we are having elsewhere. Social Media is a huge part of that, but just as much of it is broadcast as well. We have the advantage of hours of live programming to work with and all the personalities within them. We've tried to bring a flavour of them into our Scribble activity and create something that feels like you are talking to them, then we invite viewers to do just that.
    Sky Sports 8/6/2013 4:22:06 PM
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  • That opportunity is unique and we've seen some really good results in growing a community across digital using these techniques.
    Sky Sports 8/6/2013 4:23:07 PM
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  • Robert - I've seen with Sky that you've invited readers to send in videos and added them to the liveblog - I thought that was a really good touch!
    robin.minchom 8/6/2013 4:23:40 PM
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  • And Derrick, you seem to interact an enormous amount with your readers - any secret to getting them involved?
    robin.minchom 8/6/2013 4:24:35 PM
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  • With the old mailbag style interactions we had, the exchange was more static, less of a conversation and more of this monolith that we just dropped onto the web site every week and let it sit until the questions came in for next week. The liveblog and live Scribble-live chats allow a tremendous amount of interaction and real-time conversation that can grow organically depending on the topic -- or depending on the game. It can take on the rhythm of the event you're covering instead of existing outside of that. I think the important thing then is to try to build on that. Use pictures. Use polls. Take the reader there and interact. Anything you do during these events to exchange thoughts or take the reader to the event strengths that community feel beyond the one-way street of a television broadcast or newspaper article.
    Derrick Goold 8/6/2013 4:24:37 PM
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  • To answer your question Kate: It's a matter of having regular services where the community can be involved. We started with soccer, which is the easiest thing here in Germany since the sport is so popular. Then the Olympics came and now we do it at many other events, such as the Swimming World Champs etc.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:24:50 PM
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  • Some really great answers there - thanks for the tips!
    robin.minchom 8/6/2013 4:26:03 PM
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  • Tom's right. Regularity and consistency are the keys. If readers know you're going to be there at a certain time or provide a consistent kind of product then you can maintain that community feel. You start getting regulars and you recognize them as regulars. It can become an online pub.
    Derrick Goold 8/6/2013 4:26:23 PM
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  • I fully agree.
    Tom Klein (hessenschau.de) 8/6/2013 4:27:11 PM
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  • It often feels like an online pub with football fans!
    Sky Sports 8/6/2013 4:27:35 PM
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  • I suppose when you've got that feeling, you've succeeded in creating a community - would you agree with that?
    robin.minchom 8/6/2013 4:28:24 PM
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  • I figured that was a more recognizable reference than "online tailgate."
    Derrick Goold 8/6/2013 4:28:28 PM
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