Real-time Journalism: il futuro della notizia
Il Monella

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Real-time Journalism: il futuro della notizia

Ovvero: il coinvolgimento del lettore nell'era del giornalismo post-industriale.

"Il tempo della notizia – news cycle – è passato dalle 24 ore ai 24 secondiIl real-time crea coinvolgimento alla luce - non a dispetto - di questo cambiamento"

Real-time Journalism - Il futuro della notizia fra liveblogging e coinvolgimento esplora il mondo del giornalismo in diretta e lancia la sfida dell'engagement del lettore: unica, vera unità di misura del mondo digitale.  

In parallelo con la pubblicazione di questo mio primo saggio in formato ebook, viene lanciata questa pagina come primo blog collettivo italiano sul tema, e approdo naturale per tutti i naviganti italiani nel mondo del giornalismo real-time. Consideratelo come un dialogo in tempo reale, invece che una monolitica vulgata:  un viaggio comune, non un soliloquio: così come auspico che sia il giornalismo del futuro.

Siete invitati - tecnici, giornalisti, curiosi e lettori - a commentare e inviare spunti di riflessione. 

Richiedete l'accesso alla piattaforma, e vi sarà dato. Potete usare il comodo box qui sotto. L'hashtag per la discussione è #realtimejourno: gli spunti colti su Twitter nutriranno questo liveblog, e viceversa. La mia email è lillo@ilmonella.com. 

  • You learn real-time skills with a three-way approach: 1. Train. 2. Practice in lots of stories, routine and big. 3. Assess how you did and how to improve.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:56:04 PM
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  • The editor has to lead the way. Host a community live chat now and then yourself. (I did that when I was editor in Cedar Rapids, Iowa.)
    stephenbuttry 7/23/2013 4:56:53 PM
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  • And just for a bit of fun-- anyone want to take bets as to when we'll stop separating "traditional" and "real-time/digital" journalism?
    Miles Kenyon 7/23/2013 4:58:02 PM
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  • Before we wrap up, if we didn't get to your question, email it to me: sbuttry@digitalfirstmedia.com. Or tweet me: @stevebuttry. I'll try to get to it on Twitter or in a blog post (might take a few days).
    stephenbuttry 7/23/2013 4:59:06 PM
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  • Teryl, Shauna, Steve-- thank you all so much for attending today's chat. I think we've all benefited from your leaderships skills, real-time and otherwise.
    Miles Kenyon 7/23/2013 5:02:11 PM
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  • If anyone wants to continue the discussion, I'd love to hear from you. Tweet me @shaunarempel or email srempel@thestar.ca
    Shauna Rempel 7/23/2013 5:02:14 PM
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  • You can reach me at tfranklin@madison.com or @TerylFranklin. Thanks very much for including me in the panel, Miles.
    Teryl Franklin, State Journal 7/23/2013 5:03:21 PM
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  • Thanks to you all! And if anyone has any questions about anything Scribble, we can be reached at support@scribblelive.com
    Miles Kenyon 7/23/2013 5:03:59 PM
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  • And be sure to join us next week for the next Scribble Chat
    Miles Kenyon 7/23/2013 5:04:23 PM
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  • E' appena andata in onda... la live chat in inglese sul tema "building a #realtime savvy staff".

    Qui sotto potete trovare in ordine cronologico inverso tutta la discussione. E' stata estremamente interessante nel mostrare il punto di vista dei cosiddetti editor alle prese con la lenta e difficile rivoluzione culturale 'digitale' in redazioni non avvezze a cambiamenti così repentini.

    Un problema che, come vedete, non affligge solo l'Italia, ma anche paesi 'modello' a cui spesso guardiamo con invidia, provincialismo o scarso senso critico.
    lillo 7/23/2013 5:06:11 PM
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  • Ho deciso di dare fiducia a Mucchio, uno dei miei magazine preferiti, e di iniziare a guardarmi The Newsroom.

    "L’ha scritta Aaron Sorkin e tanto basta, ma se poco poco avete frequentato una redazione e il giornalismo è il vostro mestiere questa è la serie vangelo per eccellenza. Riportare l’informazione a quella che dovrebbe essere è la missione di Will McAvoy, della sua produttrice esecutiva Mackenzie McHale e del suo staff a lavoro nella tv via cavo Atlantis Cable News. Ogni puntata, efficacemente saldata al presente, snocciola quei due tre principi deontologici e professionali che non andrebbero dimenticati. E ogni volta ne esci gasatissimo. Patriottica? Vero. A tratti stucchevole nei sentimenti? Decisamente. Prescindibile? Giammai. Seconda stagione dall’11 luglio in America."

    ilmucchio.it

    Vi saprò dire com'è. Non so perchè sto scrivendo questo, sarà l'insonnia.

    lillo 7/23/2013 11:33:17 PM
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  • Come dare le notizie... senza Twitter. Un esperimento.

    http://metronews.ca/news/toronto/747319/how-a-journalist-reports-news-without-twitter/

    Un articolo molto carino di un reporter canadese che decide di esaminare come i social media 'mettano alla prova' il giornalista... cercando di fare informazione senza mai utilizzare Twitter. 

    Un esperimento naufragato abbastanza velocemente...

    Uno dei passaggi più belli (e per noi significativi) di questo articolo è il seguente:

    “Waiting for reporters to file a story after something happened has started to feel like it’s taking forever, which is ridiculous [...] Robson’s experience of trying to stay off Twitter taught me more about how social media impacts the news than my own — that many readers expect a constant stream of news on the subjects they care about. He agrees. Part of it is being able to engage with (or harangue) decision-makers and chat with friends about it, and a part of it is experiencing the suspenseful, dramatic play-by-play of breaking news, as it unfolds.


    Un altro pezzo interessante è il seguente:

    Before, I would already know what was happening, or at least the headlines of what was happening, because of Twitter,” she said.


    A tale proposito, Seb Ramsay di Manchester Evening News spiega in quest’ottimo articolo pubblicato su CurryBetDotNet come il quotidiano locale abbia deciso di puntare sul liveblog per riacchiappare i lettori del mattino e quelli persi per strada per via dell’agguerrita concorrenza twitterina. E come, accidentalmente, la cosa abbia ampliato il ventaglio di argomenti trattati quotidianamente; di come si siano create nuove dinamiche di redazione, nuovi turni mattutini, un nuovo tono editoriale simile a quello di un breakfast show radiofonico e nuove forme di citizen journalism…

    Qui, piu' in dettaglio... ilmonella.com


    P.s. Metro News Canada utilizza Wordpress VIP per fare liveblogging.
    lillo 7/24/2013 4:48:43 PM
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  • Lunedì 29 uscirà il nuovo #ebook . Tema ancora una volta il futuro del #giornalismo con @lillomontalto #realtimejourno bit.ly/17DSi15
  • E fu così che si raccontò perfino un matrimonio ... in tempo reale. 

    La nuova frontiera del giornalista freelance? 'fare i matrimoni' proprio come accade ai fotografi per racimolare qualcosina in più a fine mese?

    "Oggi firmerò un contratto con la squadra degli Ammogliati" scrive Damiano, il nostro redattore sportivo. Lo seguiremo passo passo per un matrimonio in diretta web in perfetto Varesenews style


    Felicitazioni a queste brillanti menti innovative. 



    lillo 7/24/2013 8:03:16 PM
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  • Mi sono appena iscritto per provare la beta di questo nuovo strumento...

    Pare sia solo su invito. Vi terrò aggiornati su questo stesso post! 

    If WordPress, Google Docs, BuzzFeed, ScribbleLive, and Storify had a baby, it (a) still wouldn’t have gotten as much attention as the Royal Baby, but (b) might look something likeNewsPad, a new collaborative blogging tool.




    Uno strumento collaborativo. Permette di creare una base per una storia e consentire a piu' persone di mettervi mano e collaborare alla sua costruzione (pensate ad un sito internet con una grossa comunità di utenti). In maniera molto Buzzfeed, NewsPad suggerisce 10 titoli possibili per far sì che la storia diventi virale (es. "Le dieci cose che non sapevate di...")

    L'idea mi sembra molto interessante, e quasi ricalca quella di https://medium.com/: una comunità di utenti che contribuiscono a storie in cui l'unica cosa che conta è la qualità del contenuto (l'intero layout del sito è studiato per mettere al centro il senso e la parola). Molto interessante l'idea di Medium di consentire i commenti e i contributi 'inline', cioè tra le righe della storia stessa. Questa può prendere direzioni diverse a seconda dei suggerimenti della comunità, e si evolve costantemente grazie al dialogo. 

    L'idea di mettere i commenti fra le righe - invece che in fondo al pezzo - è un'operazione dalla valenza simbolica importante: la comunità viene coinvolta in tutto il processo di scrittura e creazione, non solo alla fine, come spettatore passivo del prodotto finito. 

    by lillo on Jul 25, 2013 at 10:58 AM


    lillo 7/25/2013 9:21:44 AM
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  • E' nato un albergo comunitario real-time. Il tema dell'hotel è ovviamente: Twitter.

    Un hotel che crea una comunità virtuale #SocialWave, in cui è possibile rimorchiare o ordinare un cocktail col giusto hashtag. 


    If you love #brands, #content and #socialmedia, then we’ve found your perfect hotel. The 
    Sol Wave House in Mallorca is establishing itself as the world’s first “Twitter experience hotel” so that instant gratification upon receiving a “fave” or a “retweet” never takes a vacation. 

    Queste immagini parlano più di mille parole.

    by lillo on Jul 25, 2013 at 1:58 PM

    lillo 7/25/2013 11:58:53 AM
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  • Il coinvolgimento della propria fan base in tempo reale è il futuro. 

    Per tutti.  Anche per loro...



    La presenza sui social media è ottima. Interagire, in tempo reale, su ogni genere di piattaforma, supporto, network. Questo il mantra.

    C'è un solo problema: è tutto traffico 'rubato' al sito internet del Milan. Come 'riportare' sul proprio sito tutta questa conversazione? 

    Grazie a piattaforme come ScribbleLive, CoverItLive, Livefyre, RebelMouse, LiveblogPro, Storify, Wordpress VIP, NetDialogue, SourceFabric etc. 

    Un'analisi critica per ognuna di esse: prossimamente (o meglio, lunedì), nelle vostre edicole digitali. 
    lillo 7/26/2013 2:31:29 PM
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  • Un po' di numeri buttati lì, a caso.

    lillo 7/26/2013 2:36:31 PM
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  • Come riempire i mesi estivi....

    by lillo on Jul 26, 2013 at 4:47 PM via Journaldugeek

    Come abbiamo annunciato su Twitter, le notizie di attualità sono un pochino scarse in questo periodo, e non si lavora a pieno regime. Quindi, proprio come due anni fa, vi proponiamo questa chat settimanale (chiamata Comptoir de l’Été') Potrete rivolgerci domande sulle notizie della settimana, sul sito, sulla redazione, i grandi dibattiti, la nostra cultura e il mercato.... cercheremo di rispondervi! 


    lillo 7/26/2013 2:49:09 PM
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  • @Aiannuzzi : Now that's some kick-ass community engagement: the recipe for online success gigaom.com/2013/07/26/why… via @gigaom
  • E' uscito. 

    AVVERTENZE

    "Questo ebook nasce dalle osservazioni maturate in quest'ultimo anno di lavoro a  ScribbleLive, azienda che si occupa di distribuire strumenti multimediali per lo storytelling in tempo reale: uno dei tanti mezzi con cui i siti d’informazione si stanno “armando” per vincere la battaglia per la sopravvivenza.  

    Il mio lavoro mi ha permesso di entrare in contatto con molte redazioni d’Europa e farmi un'idea molto precisa sulla loro operatività: da una parte ci sono le redazioni più sagge che si sono aperte alla contaminazione e al sincretismo fra ruoli e strumenti, strategie editoriali e di mercato; dall'altra invece quelle che vivono ancora aggrappate con unghie e denti a privilegi di natura autoriale, editoriale e contrattuale in via d'estinzione.  
    L’ebook non manca, grazie al cielo, di riportare e analizzare, oltre all'esperienza maturata a ScribbleLive, numerosi e validissimi casi di giornalismo real-time effettuato con altri strumenti"


    lillo 7/28/2013 11:22:36 PM
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  • Non solo coinvolgimento in pagina: il real-time fa aumentare anche le visite

    Si parla di aziende e brands, ma è indicativo: questa la dedico a tutti quei giornalisti incontrati finora, costretti dal mercato a pensare ancora negli stessi termini del 2003, ovvero: valore=pagine viste.

    Beh, non più. Non per molto.

    Livefyre found that 82% of businesses have increased user engagement as a result of curating social activity about their brand, and integrating it into their Web sites and mobile apps.

    Plus, 58% of respondents reported using social curation to connect directly with their audience, while 57% of respondents said they have seen an increase in site traffic as a result.

    Of the 73% of survey respondents using real-time, social applications -- including sharing widgets, real-time comments, live blogs and live chat applications -- 88% have increased user engagement as a result, Livefyre found. In that group, 54% cited connecting directly with their audience as a key benefit, followed by 42% citing increases in average visit duration, or time-on-site.

    Also of note, 41% of survey respondents reported seeing an increase in site traffic as a result of making their sites more social.

    Tratto da Mediapost, citando una ricerca 'di parte' della piattaforma LiveFyre. E' una di quelle analizzate nell'ebook. Una di quelle con cui si crea coinvolgimento sul proprio sito internet. 
    lillo 7/29/2013 8:37:50 AM
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  • E questo vale la pena di essere letto, parlando del futuro della professione.


    lillo 7/29/2013 9:46:15 AM
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  • I quotidiani all digital italiani sono con le pezze al c... Perché?

    Qui Santoro centra il problema....


    Non è solo questione di qualità dei contenuti o di indipendenza delle testate, che infatti i lettori riconoscono sia a  «Linkiesta» che a «Il Post», ma di trattamento dell’informazione, di relazione con i lettori e di tipologia dell’offerta.

    Qualcuno cortesemente mi spieghi, ad esempio, sempre con il massimo rispetto per tutti coloro che svolgono un lavoro onesto, perchè mai dovrei andare a leggere le notizie su «Blitz Quotidiano» invece che su «la Repubblica» o «Il Corriere» online.

    Se avete la risposta avete la soluzione al problema, in caso contrario il problema è serio.


    Ecco il post sui conti dei quotidiani online italiani. Interessante il dibattito su Twitter con Marco Giovannelli di VareseNews, citato come eccezione virtuosa, che parte lancia in resta: 





    To be continued... hope so! 
    lillo 7/29/2013 10:58:04 AM
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  • Storytelling collettivo: Cowbird e Syria Stories 


    Grazie a S28Mag per avermi segnalato Cowbird. Cosa si può fare con questa piattaforma? Ecco un esempio di progetto. 

    Un documentario partecipativo che riunisce e diffonde storie sull'impatto dell'Uragano Sandy sulle comunità confinanti: un archivio ricco e pulsante, costantemente aggiornato. Una testimonianza della ricostruzione, lo sforzo di ascoltare, capire, coinvolgere i lettori e invitarli a condividere le proprie storie. Una narrativa collettiva sulla tempesta in collaborazione con una dozzina di partners, tra i quali 
    Occupy SandyInteroccupy.netHousing is a Human Right e il MIT Center for Civic Media.

    HEY TEENAGERS, WE WANT TO HEAR YOUR STORIES! 

    Link: NPR

    Syria Stories

    by lillo on Jul 29, 2013 at 6:25 PM
     
    Una missione semplice: invece che focalizzare la propria attenzione su numeri catastrofici e insensati di morti e sfollati con cadenza pressoché quotidiana - quante volte li si legge, si prove l'esperienza di fugace momento di simpatia, salvo poi dimenticarsi immediatamente del conto delle vittime appena letto? - invece che riportare numeri senz'anima e svuotati del loro senso, dicevo, focalizzarsi sui racconti delle vite di sei esseri umani. Solo sei.

    E vedere se, oltre la simpatia effimera, scatta nel lettore anche il momento della riflessione. 

    by lillo on Jul 29, 2013 at 6:33 PM via Pbs.org

    www.syriastories.com/

    Alcuni straordinari risultati provvisori del progetto, che coniuga le tecnologie più all'avanguardia nel campo della user experience e del design con il taccuino e la matita del disegnatore di fumetti, sono disponibili sul link segnalato da S28Mag, PBS.ORG.

    It’s easier to relate to a story if you have a face to connect with the storyteller.

    by lillo on Jul 29, 2013 at 6:36 PM via Innovation-series

    lillo 7/29/2013 4:36:53 PM
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  • La discussione sui modelli di business online prosegue





    Ecco l'interessante contributo di Massimo Russo su Wired

    Cosa funziona? 

    1. La pubblicità display da sola non basta, soprattutto vista la pressione crescente sui prezzi derivante: 
    - dalla crescita dei network che consentono di piazzare l'invenduto, ma pagano poco (ad-exchange);
    - dal continuo aumento dei bacini di impression disponibili sul mercato (Facebook ha una potenza di fuoco che nessun editore può fronteggiare). Servirebbero i video, che ancora pagano bene ma per i piccoli sono difficili da produrre e distribuire, ma soprattutto vanno esplorati modelli diversi di monetizzazione dell'attenzione, come branded content e native advertising, all'interno di regole trasparenti di rapporto con i lettori. Per i locali, poi, c'è tutta la battaglia della piccola pubblicità da giocare, ma lì Google parte favorito. 

    2. Mobile, mobile, mobile. 
    3. Contenuti a pagamento? Uhm.... 
    4. Modelli non profit, alla Pro Publica, fondazioni, trust, crowdfunding. Forse l'unica strada per siti come Linkiesta. 
    5. Più facile non essere generalisti.
    6. Modelli di business diversi dalla pubblicità, che consentano di sfruttare il brand e l'audience per e-commerce o per altre attività extra giornalistiche. In questo caso, ad esempio, la presenza del Post all'interno di un gruppo come Banzai, che fa i propri utili digitali in altre aree, di contenuto e non, potrebbe avere un senso. 


    Per parte mia, aggiungo modelli basati sulla sponsorizzazione a progetto, vendita di servizi real-time (avete presente i matrimoni sotto descritti? No, non ridete), contenuto sponsorizzato (native advertising, come segnalato da Massimo Russo), vendita di applicazioni per smartphone, condivisione di contenuto real-time sul modello agenzia stampa. 

    Nell'ebook, fornisco cifre, nomi ed esempi, come quello di: 

    1. Gruppo Hearst, che ha sviluppato un'app in occasione del processo a porte chiuse di Casey Anthony. Il gruppo ha messo in vendita l'app realizzata a 99 centesimi di dollaro sull’Apple Store. Decine di migliaia le persone che l'hanno scaricata. La copertura del processo comprendeva aggiornamenti in tempo reale, live stream video, audio e documenti processuali. 
    2. Dallas Morning News ha di recente completato una Sports App "SportsDay Talk" in collaborazione con una radio locale: podcast, statistiche in tempo reale e interazione fra fan in un unico luogo. 

    La discussione si fa sempre più interessante, e come ricordo è aperta a tutti. 
    In particolare, fuori da ogni logica teorica, è giusto analizzare quei siti di informazione che riescono a pagare i propri dipendenti e riescono ad avere un budget per contributi freelance di qualità. Riempirsi la bocca di esempi di gruppi editoriali in bancarotta lascia il tempo che trova. 

    A Russo, risponde Marco Giovannelli (ma alla fine sembra siamo tutti d'accordo, perfino sul concetto di superare il modello basato sul click unico, che era sembrato l'oggetto del contendere fin dall'inizio)


    Crediamo però che la risposta non possa prescindere da alcuni elementi:
    1) il locale è un microcosmo interessante per comprendere meglio diversi fenomeni generali
    2 il giornale deve essere strategico per il territorio. È nelle comunità di riferimento la sua forza, ben oltre i social o gli strumenti.
    3) occorre fare i conti con la convergenza degli strumenti. Prima era il web, poi la webtv, poi i social e ora il real time. Questo cambia il modo non solo di fare informazione, ma anche di poter far business. Lillo Montalto, in unrecentissimo ebook appena uscito, ha messo in evidenza questo ultimo punto grazie alla sua esperienza in una società, Scribble, che fa del real time il suo core business
    4) occorre fare propria la cultura digitale, come dice Mario Tedeschini Lalli. Sembra una banalità, ma non lo è perché richiede una flessibilità e un continuo livello di aggiornamento a cui nessuno è abituato, nemmeno chi ci vive da sempre come quelli di Varesenews.
    5) la soluzione non è nel mobile anche se questo oggi è imprescindibile. Varesenews in quattro anni è passato dal 2,4 al 27% di visite da device mobile a cui poi si somma il traffico delle app. Riprenderò questo punto perché questo post è già troppo lungo;
    6) diversificazioni del business con progetti "ibridi". Occorre esser presenti sul territorio avendo una sezione del lavoro dedicata anche a prodotti di comunicazione.
    7) praticare l'umiltà, la creatività e anche un po' di eresia. Purtroppo il cammino per arrivare a regolarizzare il lavoro per noi è stato lungo e faticoso, però abbiamo dieci giornalisti professionisti e due lo diventeranno presto. Perché, malgrado tutto, facciamo anche i praticantati veri.


    lillo 7/29/2013 5:05:29 PM
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  • @calcioblogit sembra aver sviluppato un'ottima soluzione tecnica per il liveblog t.co impressionato dagli URL dinamici
  • @lillomontalto : «giornalisti, siate real time» | Piazza Digitale: t.co




  • lillo 7/30/2013 9:55:38 AM
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  • Ne avevo già parlato su queste stesse colonne.
    Semplicemente fantastico. 


    lillo 7/30/2013 11:28:40 AM
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  • Monetizzare seguendo il modello Pac-man

    Mi ha molto colpito l'intervento di Jesús Moradillo, Digital Marketing Manager dell'enorme quotidiano sportivo spagnolo Marca, all'ultimo OMExpo di Madrid (di cui ho scoperto solo ora l'esistenza). Ha parlato di come i media devono imparare a pensare in termini di gamification, come dice PierLuca Santoro.

    Associare la trasmissione di notizie e informazioni a un format che consente di coinvolgere gli utenti in un modo più attivo rispetto alle tecniche classiche finora utilizzate. Il gioco soddisfa infatti motivazioni sociali, coinvolge, crea un senso di comunità, spinge alla condivisione dei contenuti e può aumentare, ad esempio, il tempo trascorso sul sito di un quotidiano online, al pari di altri formati multimediali di diffusione delle notizie.


    MORADILLO PARLA DEL MODELLO PAC-MAN. CHE SIGNIFICA, MA SOPRATUTTO... CHI GIOCA LA PARTITA? 

    Ecco qui: 

    • NAMCO – I media, disegnatori del gioco e architetti del software
    • PAC-MAN – L'utente/lettore
    • FANTASMI – Assenza di valore percepita dall'utente
    • FRUTTA E BONUS – Gli strumenti con cui i media offrono valore aggiunto al lettore
    • GAME OVER-  Abbandono della pagina
    • GAME SCORE – Valore (spesso indiretto) generato da parte dell'utente.

    L'utente, dice Moradillo, è come Pac-man: naviga per il labirinto dei servizi offerti da un sito internet, spizzica e si serve qua e là, usufruendo in maniera saltuaria di prodotti, servizi e ovviamente notizie. 

    Il fantasma è la perdita di valore che provoca il GAME OVER, ovvero l'abbandono del sito. Le partite sono frenetiche, e si giocano su un percorso interattivo e coinvolgente disegnato dall'architetto: ovvero dai media, dai giornalisti, dagli editor, dai grafici, dagli sviluppatori ed esperti marketing. 


    by lillo on Jul 30, 2013 at 4:52 PM


    Trasladando el modelo a la realidad de nuestras webs, significa crear una serie de contenidos entorno a nuestras webs que amplíen la experiencia del usuario. Esto puede ser a través de contenidos propios (cuando hablo de contenido, puede ser información, puntos de venta ecommerce, etc) o a través de acuerdos con terceros que nos provean de estos elementos de valor para obtener la rentabilidad que esperamos de nuestros usuarios. En definitiva consiste en crear una red en torno a nuestra web, que sea afín al contenido que proponemos pero que esté lleno de oportunidades de venta.

    All'utente non deve risultare molesta la sovraesposizione a strumenti (ovvero la nostra FRUTTA) studiati o acquistati per l'interazione e il coinvolgimento, bensì il più naturale possibile. E' importante investire in questi strumenti e integrarli - soprattutto a livello culturale - con i processi editoriali esistenti: quante volte ho visto dipartimenti di marketing e sviluppo del prodotto offrire mezzi favolosi ad una redazione che risponde con una scrollata di spalle, che tanto si va avanti come si è sempre fatto, e ci si rifiuta di imparare, sperimentare, mettersi in gioco, cadere, farsi male e rialzarsi. 

    Mancanza di collaborazione, ostinazione, pigrizia intellettuale...

    I soldi investiti nel cercare di costruire l'ecosistema 'perfetto' per il lettore - investiti, quindi, in innovazione - finiscono così, al contrario, per aggravare la precaria situazione economica di alcuni gruppi editoriali.


    OGGI: COMUNITA' VERTICALI

    La tendenza attuale è quella di appoggiarsi a comunità virtuali pre-esistenti (comunità verticali) affinchè gli stessi utenti facciano da filtro per i contenuti ritenuti più interessanti. 

    Affinchè questo funzioni, è necessario offrire valore a detta comunità. Come scrive Moradillo, da quanto è stato creato nel 1980 e almeno fino al 1999, nessun giocatore è mai riuscito a giocare la partita perfetta (255 livelli senza mai essere catturato da un fantasma, a punteggio massimo). 

    Non c'è pertanto da disperare, a patto di rimboccarsi le maniche e iniziare a sporcarsi le mani per progettare, ogni giorno, un'esperienza sempre più interattiva e sempre meno invasiva per l'utente/lettore. 

    lillo 7/30/2013 3:14:47 PM
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  • #FAIL - ovvero, scegliere con cura l'argomento: il tono non basta.
    by lillo on Jul 30, 2013 at 6:00 PM

    Jeremy non potrebbe avere più ragione di così.

    by lillo on Jul 30, 2013 at 6:02 PM

    lillo 7/30/2013 4:03:06 PM
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  • Il New York Times dà ai commenti dei lettori (solitamente relegati in un sottopancia) nuova dignità, oltre che un posto al sole.

    "We think it's a signal to commenters that if you're going to spend five, 10, 15 minutes contributing to a discussion on our site, we value your contribution and want other readers to gain from it."

    From: Journalism.co.uk
    lillo 7/30/2013 4:50:10 PM
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  • Il dietro le quinte del set dello Hobbit, dove Peter Jackson gira per 20 ore di fila.

    www.businessinsider.com

    Una sorta di blog fotografico.

    lillo 7/31/2013 9:04:40 AM
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  • Brands are the new publishers 


    “The Internet requires every brand, business and individual to become a publisher,” said Rachel Tipograph, the Gap’s director of global digital and social media.
    “Content is the currency within our social Web.



    Retailers like the Gap and Target use their content as a branding mechanism. For them, sharing means caring. ”We’re putting it out there so people can consume it,” said Dustee Jenkins, vp of PR for Target. “We’re generating brand love by putting out content and giving people the ability to tell friends.



    Un esempio pratico: Zappos, portale per lo shopping online, ha reso omaggio a Lacoste con questo video Instagram in stop-motion del famoso alligatore. 

    by lillo on Jul 31, 2013 at 1:31 PM


    lillo 7/31/2013 11:34:37 AM
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  • Se ne era già parlato... community vuol dire anche fare esplodere le gerarchie...

    ...ed attribuire ad un concetto la stessa dignità, che venga esso vergato dalla santa mano di un giornalista tesserato, o che venga proposto da un lettore fedele. 


    Difficile da accettare? Il real-time è la fine del modello gerarchico verticale, e l'apertura ad un dialogo orizzontale con la propria comunità.

    “Publishing should be a collaboration between authors and their smartest readers — and at some point the distinction should become meaningless.”
    lillo 7/31/2013 12:12:26 PM
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  • Sky Sports vuole fare la storia del giornalismo sportivo: e col progetto 92 live ha davvero ottime chances. 


    Visitare in un giorno solo tutte le 92 squadre della Premier League e della Football League per raccontare il mondo del pallone da 'dietro le quinte', con gli occhi degli addetti ai lavori. Per farlo, come si dice questa presentazione, sono stati schierati 19 reporter, su e giù per la Gran Bretagna, con l'incarico di intervistare giocatori, managers e dirigenti di ogni singola squadra di calcio. In un giorno solo.  
    Una
    diretta multimediale e televisiva titanica, un teaser coinvolgente in attesa dell'inizio della stagione calcistica (trasmessa ovviamente sui sei canali sportivi del gruppo con base a Osterley, Londra). 

    by lillo on Aug 1, 2013 at 11:01 AM

    Dimenticavo, c'è di mezzo anche un elicottero, su cui è stato piazzato il presentatore Jim White: visiterà alcuni club, fra cui Gillingham, Swansea e Wigan. In tutto saranno 120 i giornalisti, produttori, tecnici e presentatori coinvolti nell'impresa. Sul tablet e sulla app, un formato apposito con mappa touchscreen 

    Ok, d'accordo, sono altri mezzi e altri budget.
    Tuttavia, i presupposti economici non sono mai un alibi per l'immobilismo. L'importante, come si dice da queste parti, è 
    think outside the box, always. 
    lillo 8/1/2013 9:01:30 AM
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  • Leggo Effecinque e quasi mi commuovo.

    Crediamo, senza particolare vanto, che sia anche questa nostra
    condizione a invogliare i nostri collaboratori, quest’ansia di spazi aperti, di
    libertà e di una curiosità che riguarda il futuro: sapremo essere sostenibili?
    Infine: la grande battaglia culturale che ci riguarda, tutti. Siamo convinti
    che l’informazione sulla rete possa essere gratuita, così come siamo
    altrettanto convinti che un prodotto editoriale, studiato con cura, che
    richiede lavoro e professionalità, debba essere pagato. Scontiamo l’essere italiani.

    Un panorama asfittico e concentrato nelle mani di pochi, di
    sostanziale monopolio, una visione miope sugli investimenti per la Rete,
    vecchie dinamiche di finanziamento, appiccicose aderenze fra il sottobosco di
    chi comanda ed editori che ascoltano la Borsa e il
    marketing non per investire sul prodotto, ma per replicare modelli di massa, al
    ribasso, che portino altro denaro. Scontiamo, nel gotha dei direttori che
    giocano ai quattro cantoni, lo scarso coraggio di provare a bestemmiare il
    marketing. Di questa battaglia culturale noi, come altri che sono già presenti
    in Rete, possiamo essere ambasciatori.
    lillo 8/1/2013 11:01:38 AM
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  • Edizioni per tablet: in media stat virtus?



    An old boss of mine said he didn't regret launching magazines that didn't work but he did regret not closing them sooner. 

    Riprodurre un magazine di carta su un altro formato, magari con qualche pacchiano trucchetto tecnologico che dia al lettore l'impressione di sfogliare delle pagine vere e proprie, non funziona: insoddisfacente per il giornalista, non esattamente eccitante per i concessionari pubblicitari, forse accettabile per quella piccola percentuale di lettori che hanno il coraggio di accordare la propria cieca fiducia alla pubblicazione online.

    Dall'altro lato, arricchire troppo una app con effetti speciali incredibili fa quasi domandare perchè, se ci si sforza così tanto di superare i limiti del tablet, non si costruisce allora un sito internet vero e proprio, tagliando la testa al toro. 

    Trovare il giusto bilanciamento è estremamente difficile.

    Is the iPad magazine a busted flush already? No, but it will take almost as long to reach maturity as the traditional magazine market and will require just as much trial and error. So what? As the same old boss would say, if you don't fall off from time to time you're not trying hard enough.

    lillo 8/1/2013 4:01:30 PM
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  • @lillomontalto @marcogio59 - #Sustainability strategies: HuffPo Pushes Further Into Sponsored Content - t.co via @digiday
  • Fact-checking in tempo reale: una directory di strumenti utili

    Ci sono dozzine di strumenti per il fact-checking online (solo per il panorama italiano, mi vengono in mente 3-4 alternative validissime): quando si copre una storia in tempo reale, è necessario sapere dove andare a cercare per verificare fatti, dati, contenuto social etc. con velocità.

    Josh Stearns si autodefinisce “verification junky" e lavora per Free Press: ha lanciato di recente una directory online comprensiva per raccogliere tutti gli strumenti atti a "verificare, fare fact-checking e stabilire il grado di affidabilità di contenuto social e inviato dai lettori".

    Verification Junkie is one contribution to that work. I hope you enjoy it.

    Per parte mia, consiglio di affidarsi ai servizi di professionisti, come i ragazzi di Storyful

    lillo 8/2/2013 4:29:18 PM
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  • "There isn’t much contextualisation of the river of information flowing through a liveblog: our main challenge" t.co
  • Mi sono assentato per il fine settimana....

    ...e mi sono perso la #guerracivile. 

    by lillo on Aug 5, 2013 at 10:46 AM

    Per fortuna c'è in giro qualcuno che sa cosa fare quando nota troppa attività twitterina sotto un certo hashtag: capitalizzare.





    lillo 8/5/2013 8:47:20 AM
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  • Tutto molto post-moderno.



    by lillo on Aug 5, 2013 at 11:07 AM

    A Droste effect pointing at the accumulation of social networks, and showing that while these platforms allow us to share information, they also result in its circularity.

    Nel 21esimo secolo, gran parte dei giornalisti non creano più contenuto originale, ma fanno piuttosto da curatori. [...Oggi, il mondo dei media si espande in molteplici direzioni, diventando veloce e volatile mentre ogni utente può condividere informazioni con la propria rete di contatti.  
    Di conseguenza, il valore aggiunto nel giornalismo non sta nel fatto (verificato), bensì dipende da quanto ogni fatto sia connesso con altri, messo in prospettiva. Avere una mentalità critica rispetto ai fatti raccontati è tanto importante quanto descriverli - tanto nel contenuto, quanto nella forma. In poche parole: il giornalismo è diventato postmoderno. 

    Tratto (molto postmodernamente) da qui.



    lillo 8/5/2013 9:15:56 AM
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