Real-time Journalism: il futuro della notizia
Il Monella

Mumble mumble...

Real-time Journalism: il futuro della notizia

Ovvero: il coinvolgimento del lettore nell'era del giornalismo post-industriale.

"Il tempo della notizia – news cycle – è passato dalle 24 ore ai 24 secondiIl real-time crea coinvolgimento alla luce - non a dispetto - di questo cambiamento"

Real-time Journalism - Il futuro della notizia fra liveblogging e coinvolgimento esplora il mondo del giornalismo in diretta e lancia la sfida dell'engagement del lettore: unica, vera unità di misura del mondo digitale.  

In parallelo con la pubblicazione di questo mio primo saggio in formato ebook, viene lanciata questa pagina come primo blog collettivo italiano sul tema, e approdo naturale per tutti i naviganti italiani nel mondo del giornalismo real-time. Consideratelo come un dialogo in tempo reale, invece che una monolitica vulgata:  un viaggio comune, non un soliloquio: così come auspico che sia il giornalismo del futuro.

Siete invitati - tecnici, giornalisti, curiosi e lettori - a commentare e inviare spunti di riflessione. 

Richiedete l'accesso alla piattaforma, e vi sarà dato. Potete usare il comodo box qui sotto. L'hashtag per la discussione è #realtimejourno: gli spunti colti su Twitter nutriranno questo liveblog, e viceversa. La mia email è lillo@ilmonella.com. 


  • In uscita settimana prossima: con un po' di ritardo sulla tabella di marcia... ma ci siamo quasi! 


    Gli ultimi capitoli dell'ebook sono stati scritti a Nuova Iorc. Nonostante dalla foto si intuisca freddo e clima burrascoso pre-Sandy, facevano in realtà 40 gradi all'ombra. Concentrarsi è stata un'impresa. 

    SPOILER ALERT: Deliri, vaneggiamenti, previsioni apocalittiche ed esaltazione bacchica iconoclasta potrebbero imperversare indisturbati nel finale di ebookQuando me ne se chiederà conto, darò la colpa al caldo eccessivo. 



    lillo 7/12/2013 2:37:00 PM
    Commenta ()

  • Il digitale è una cultura, non una tecnica

    Il “digitale” non è una una “tecnologia”, men che meno una “tecnica”. Il digitale è una cultura, che informa di sé l’intero universo che abitiamo, in particolare l’universo dei giornalisti. Il digitale, dunque, non è il giornalismo che si fa su certi particolari mezzi (es.: il web). Se esistesse un mercato per un giornale scritto con la penna d’oca su una pergamena dovremmo sfruttarlo, ma chi al giorno d’oggi scrivesse con la penna d’oca su una pergamena dovrebbe comunque essere un “giornalista digitale”, cioè un giornalista che vive e comprende l’universo nel quale vive, che è - appunto - digitale.


    Il sentimento di questo ebook sembra quasi ispirato dalle parole di Mario Tedeschini Lalli del Gruppo Espresso. 

    Come dico nelle conclusioni, riprendendo le parole di Emily Bell, ex direttrice dei contenuti digitali per The Guardian e co-autrice del saggio “Post-Industrial Journalism”: "You need to be really quick and really good. The question of how quick is irrelevant. Everybody, long or short form, need to be part of the conversation in real-time."
    Per farlo, è necessario pensare digitale, come dice Tedeschini Lalli.

    Per il giornalismo italiano - un mondo in cui tradizionalmente fatti e opinioni si amalgamano e confondono, si dividono le righe dello stesso articolo e si cammuffano gli uni con gli altri - il real-time rappresenta non solo una sfida quanto una nuova frontiera.
    lillo 7/13/2013 11:36:26 AM
    Commenta ()
  • Visto che parliamo di futuro della notizia...

    Non possiamo prescindere dal dibattito in corso in questo momento, scatenato dall'articolo della Borri sulla misera condizione del freelance (un pezzo molto potente, ma che lascia parecchi dubbi - le va comunque dato il merito di aver innescato un dibattito.)



    Ecco qui la fantastica testimonianza di Barbara Schiavulli, corrispondente di guerra. Con nomi, cognomi e cifre.

    Tutte le tecniche, gli strumenti e le forme narrative di questo mondo non contano, se alla base non c'è professionalità e rispetto per la dignità della storia (e del giornalista che la racconta).  


    lillo 7/15/2013 12:11:01 PM
    Commenta ()
  • Perchè un liveblog?


    If you’re wondering why I’m doing this, it’s because twitter can be hard to follow. One person tweets, gets 3 responses, then starts replying to each one, some you may see, some you don’t, and it degenerates from there, especially a sudden high-traffic topic like #prenda. What twitter is good at is is real-time.

    So, this liveblog is like a private twitter focused just on this issue, and you get to see everything. plus it’ll incorporate twitter as well. So it’s handy for everyone. And when the events over, you can look back at it.


    Grazie per la segnalazione, Anonymous.


    lillo 7/15/2013 12:28:18 PM
    Commenta ()
  • @lillomontalto: Il giornalista torna in strada e pubblica "in presa diretta" l'intervista in pagina @varesenews #realtimejourno live!

    Siamo a Somma Lombarda per il #141tour. Un liveblog al giorno per ogni comune della provincia di Varese.

    Ascolto del territorio, suole di scarpe consumate e modello di monetizzazione degli sforzi editoriali. Uno dei fantastici case studies citati nell'ebook.

    Oggi approfondisco ancor di più l'analisi per questo libro "in continua evoluzione".

    lillo 7/18/2013 7:46:01 AM
    Commenta ()
  • L'importanza del riassunto 'a posteriori'

    E' sempre buona pratica per il giornalista real-time quella di ricapitolare i momenti salienti di un evento di cui si è fatta la diretta, ad uso di tutti coloro che non hanno potuto partecipare - o si connettono con ritardo ma sono tuttavia curiosi di sapere come è andata.

    Sia che si tratti di un fatto di cronaca, di un evento sportivo o, come nel nostro caso, di una chat virtuale. 

    Come potete vedere nel grafico di sotto, la quantità di utenti che fruiscono una diretta multimediale a posteriori è talvolta maggiore rispetto a quella totalizzata durante l'evento stesso. 

    Saper capitalizzare entrambi i picchi di traffico strutturando la propria narrazione in maniera chiara e facilmente leggibile è un'operazione difficile - soprattutto durante la frenesia della diretta. E' tuttavia strategicamente importantissimo, in quanto la fruizione di un twitter wall a posteriori è pressochè impossibile. 

    Il grafico si riferisce ai dati di traffico del liveblog di grande quotidiano nazionale italiano durante la trasmissione di un noto talk show politico: il mattino successivo, molti più lettori hanno cliccato sulla pagina della diretta multimediale rispetto a quanti si erano collegati la sera. Erano tutti curiosi di sapere cosa era successo durante il dibattito, magari dall'ufficio o da casa, durante la colazione e prima di andare al lavoro.  
    by lillo on Jul 18, 2013 at 8:31 AM

    Non appena torno in possesso di una connessione stabile - magari stasera in albergo, a Lipzia - vi fornirò tutti gli highlights della live chat di martedì scorso, che io stesso ho seguito in differita in quanto in viaggio. 
    lillo 7/18/2013 12:43:05 PM
    Commenta ()
  • Miles Kenyon 7/18/2013 7:04:41 PM
    Commenta ()
  • Miles Kenyon 7/18/2013 7:10:10 PM
    Commenta ()
  • lillo 7/20/2013 10:01:46 PM
    Commenta ()
  • I grandi problemi del giornalista real-time: un riassunto della live chat di martedì. 

    Martedì scorso, come avrete notato su questa pagina, è andata in onda una chat a 4 tra questi tre importanti personaggi del giornalismo nordamericano e una moderatrice di ScribbleLive, la start-up canadese produttrice di uno dei software per lo story telling in tempo reale).


    Come avevo anticipato, riporto qui gli highlights della discussione  per chi non avesse potuto seguirla in diretta - è sempre buona pratica farlo! 

    L-R: Lauren Johnston, Craig Silverman, Mary McGuire
    by Allendria on Jul 16, 2013 at 11:59 AM

    Lauren Johnston, digital editorial director per il tabloid newyorkese, New York Daily News, e professore associato di online journalism alla St. John’s University. 

    Mary McGuire, professore di online journalism alla Carleton University, specializzato nell’uso di Twitter per la copertura di processi di rilievo dalle aule di tribunale

    Craig Silverman, giornalista e responsabile del contenuto della start-up Spundge, fondatore e editor di Regret the Error e collaboratore del Poynter Institute.


    Verifica e correzione

    La conversazione è partita subito col botto, affrontando il tema spinoso: velocità o accuratezza?'

    Silverman ha opinato che il tempo reale aumenta la responsabilità del singolo individuo - meglio se supportato da una rete di redattori e capo-redattori. Questo tipo di narrazioni in presa diretta esemplificherebbe perfettamente - in maniera amplificata - tutte le sfide che si trova ad affrontare il giornalista del nuovo millennio. 

    Per quanto pacchiana possa sembrare, questa clip del telefilm HBO The Newsroom riesce bene a catturare in video il senso di queste parole: è una riedizione finzionale di come i media abbiano coperto il caso della sparatoria del 2011 in cui venne ferita alla testa la politica americana Gabrielle Giffords. (guardate in particolare al minuto 2:55, in cui si diffonde la notizia della sua presunta morte)

    The Newsroom EP4 - Giffords shooting / Fix You
    by canada1824 on July 16, 2012 at 9:37 AM

    McGuire ha in breve centrato il punto della questione.

    The biggest challenge for journalists is the lack of any editorial filter. Social media turns traditional practices on their head. It's publish then filter, rather than the other way around.
    —Mary McGuire



    La discussione non poteva che affrontare il tema degli errori e delle correzioni. 


    To take it a bit further then – when you've made a mistake, what's your process to make a correction?
    AllendriaJul 16, 2013 at 12:10 PM



    Silverman, che ha in passato dedicato una grande quantità di tempo e scritti al tema, (Regret the Error) ha spiegato il suo decalogo in queste situazioni: 



    For corrections, one aspect with social and real-time reporting is that you want to think about how you can help it spread and have as much impact as the original error. 


    So the first thing is to actually make a correction: a clear expression of what was wrong and the related correct info. Then you want to try and highlight it or flag it for readers/followers etc. Use CORRECTION or something to help it stand out. And then you want to try and encourage people to share it, retweet it to help it spread. 

    A correction that nobody sees is not an effective correction...Craig SilvermanJul 16, 2013 at 12:14 PM


    I see that in more newsrooms people are starting to adjust their value calculations on real-time events and coverage. They are realizing that if you are consistently correct and responsible and show restraint, then in the long run you establish more credibility. People come back to you.Craig SilvermanJul 16, 2013 at 12:16 PM

    Johnston ha quindi svelato come funzionano le cose da lei, al tabloid New York Daily News.

    I add a correction to the initial post if we reported something that was just wrong along with a new post in the blog timeline that updates and corrects prior misinformation. It will read something like: "In an earlier post we reported that XYZ had occurred." Then add that the story has developed and the information is nos different.

    I think it only makes sense to stay transparent about the process. We know that in this style of story-telling, we are telling stories AS THEY DEVELOP, not after they have happened. Things change in breaking news. Initial reports are later knocked down. I think real-time story reporting tells the story but also reveals a lot to readers about the information-gathering process.Lauren JohnstonJul 16, 2013 at 12:17 PM


    Da qui, infine, si è passato a fornire alcuni consigli pratici sulla verifica di fatti e fonti. Silverman ha messo a disposizione un pacchetto di strumenti e consigli per la verifica dei contenuti online (o, come lo chiama lui, "B.S. Detection for Digital Content,"), qui di sotto nella presentazione powerpoint. 

    Alcuni fra gli strumenti preferiti di Johnston per la verifica delle fonti:
    • Topsy per le menzioni sui social media
    • Statigram per la ricerca di immagini
    • Reverse image search con Google.


    I hope more and more journalism instructors teach journalism students about tools for verification like the reverse image search Craig suggests.
     Very useful these days.

    —Mary McGuire

    Infine, un ottimo punto per quanto riguarda attribuzione e copyright e come questi due temi si leghino a quello della verifica. 

    The basic standards of attribution still apply, whether you are using something from a wire or a photo someone tweeted. So you should always indicate who it originated from. 

    This is also really important because before you reshare or use it, you need to verify it, and part of that means determining who created/discovered the content. If you don't know who to credit, then you should not be resharing it. Plus, if you can identify the person then you have the opportunity to interview them and get more information. That makes for a better story.

    —Craig Silverman

    lillo 7/20/2013 10:05:39 PM
    Commenta ()
  • Check out Slate's cool tool for better Twitter headlines paidcontent.org/2013/07/19/che… I guess this headline was made using the tool.
  • Non lo si poteva esprimere meglio!

    "Annoiati al lavoro? Stanchi della pesantezza della vita da scrivania? Avete bisogno di una distrazione 'sportiva'? La risposta è CNN Desktop Caddy.
    Detta semplicemente, teniamo d'occhio ciò che tu non puoi tenere d'occhio. Mentre sei incatenato alla scrivania, saremo i tuoi occhi e le tue orecchie al 142esimo British Open di golf.

    Dalle 9 alle 5, saremo il tuo compagno digitale. Quindi reclina lo schienale, rilassati e stai in allerta per il tuo capo, e goditi discretamente tutti gli aggiornamenti dal campo di golf di Muirfield."

    Come si dice nell'ebook, una ricerca accademica sul liveblogging ad opera di Thurman e Walters della City University of London mostra come che la fascia oraria preferita dagli utenti per la fruizione di un liveblog è quella mattutina (dall’ufficio).

    Il live della CNN.

    lillo 7/22/2013 8:50:45 AM
    Commenta ()

  • Royal Baby coming! 


    La Press Association a Londra sta facendo una splendida copertura delle doglie di Kate Middleton. MSN UK lo riprende in syndication (un aspetto trattato nell'ultimo capitolo dell'ebook, in uscita domani o dopodomani!) e lo pubblica in pagina sul proprio sito. Tra MSN UK e Press Association c'è un accordo commerciale di licenza per la ri-pubblicazione di tutti i live proposti dall'agenzia stampa britannica durante l'anno. 
    Anche Boston.com paga la Press Association US$1,000 per i diritti di ripubblicazione della diretta: questa volta l'accordo è per il singolo evento (eccezionale). 

    Uno dei modelli di business per il futuro delle agenzie. 

    by lillo on Jul 22, 2013 at 10:56 AM

    lillo 7/22/2013 8:57:02 AM
    Commenta ()

  • L'attesa per il Royal Baby è grandissima. Svariate testate online straniere hanno deciso di seguire l'evento proprio con un live blog. Penso a Huffington Post, Daily Beast, Guardian, Telegraph. Quanto costa per una testata online allestire un live blog? E' una scelta economicamente conveniente?Lucia MaffeiJul 22, 2013 at 3:30 PM

    Grazie per la domanda Lucia. 
    Allestire un liveblog vuol dire sviluppare una soluzione tecnica che permette aggiornamenti in tempo reale, possibilmente col più alto grado di interazione con il proprio pubblico e con i social networks (per riuscire a intercettare tutta quella conversazione che avviene off-site).
    Per sviluppare questa soluzione tecnica (solitamente in linguaggio Ajax) è necessario 'costruirsela in casa' oppure subappaltare il servizio a una start-up o a sviluppatori esterni. Ce ne sono molte, da quella che stiamo usando per chattare qui (ScribbleLive) a CoverItLive, Liveblog Pro, Storify, Wordpress VIP, LiveFyre etc. 
    Ognuna di queste ha un costo, ovviamente, ma spesso è più conveniente fare outsourcing che investire ingenti somme di denaro in sviluppo interno. Soprattutto se i propri tecnici non possono seguire il progetto con costanza (perchè impegnati in altro) o, una volta lanciatolo, non riescono a stare dietro al frenetico ritmo degli aggiornamenti introdotti da tutte queste realtà 'tech' appena menzionate. 
    lillo 7/22/2013 1:36:12 PM
    Commenta ()

  • Esistono accordi per riprodurre un live blog su più testate? Quali i vantaggi e gli svantaggi per i giornalisti che ci devono lavorare?Lucia MaffeiJul 22, 2013 at 3:39 PM

    Nel mondo dei media ci sono sempre stati accordi di questo tipo: penso ai grandi gruppi editoriali che condividono contenuto tra le loro proprietà, investigazioni e campagne di informazione (penso a Wikileaks e l'esperienza di Sueddeutsche Zeitung, The Guardian, El Pais, La Stampa) o transazioni commerciali vere e proprie fra testate differenti, anche in vari paesi. 


    lillo 7/22/2013 1:43:21 PM
    Commenta ()
  • Ovviamente il real-time apre le possibilità virtualmente a qualsiasi tipo di contenuto, in diretta da qualsiasi parte del mondo. Come avevo scritto qualche tempo fa,

    by lillo on Jul 22, 2013 at 1:44 PM

    ...redazioni e agenzie stampa hanno iniziato a scambiarsi narrazioni multimediali in tempo reale (storytelling multipiattaforma condiviso...su diversi siti web in tempo reale!). Non più solo foto, video o pezzi 'testuali'. Si è fatto il salto di qualità. E' uno degli aspetti più interessanti per il futuro di questa professione! 
    lillo 7/22/2013 1:47:55 PM
    Commenta ()

  • Perché in Italia siamo ancora indietro su questo settore? A quanto mi risulta, nessuna delle grande testate online ha pensato di allestire un live blog, ad esempio, sul Royal Baby. I principali siti di informazione si affidano a telecamere in streaming.Lucia MaffeiJul 22, 2013 at 3:44 PM

    Molto dipende da quanto interesse c'è nel paese per questo genere di notizia.

    Avere un corrispondente costa, e spesso il corrispondente non è attrezzato per narrazioni multipiattaforma, ma sa solo usare un mezzo (telecamera in streaming). Pagare i freelance costa - molto meno, visto il dibattito su Valigia Blu di questi giorni - ma il problema del possesso della tecnica di storytelling multimediale è lo stesso. 

    Ecco che a volte allora ci si affida a chi lo sa fare meglio: Boston.com e molti media nordamericani, ad esempio, pagano la Press Association londinese per fornire ai propri lettori un tipo di esperienza multimediale continua, completa e interattiva. 
    Preferiscono pagare fino a 1,000US$ in quanto i loro lettori hanno sete di gossip reale... in altre parti del mondo c'è meno sete, e pertanto non c'è interesse a investire in questo tipo di corrispondenza 'arricchita'. 
    lillo 7/22/2013 1:52:32 PM
    Commenta ()

  • Ma questo non va a discapito dei giovani giornalisti, che magari sarebbero perfettamente in grado di allestire una narrazione in tempo reale ricca, completa e attraente? Non c'è una miopia da parte degli editori a non investire nel settore, al di là dell'argomento? Se non è il Royal Baby, può essere altroLucia MaffeiJul 22, 2013 at 3:56 PM

    Mai sostenuto il contrario :) 
    C'è stata miopia da parte degli editori finora nel puntare sul real-time, ma molti stanno correndo ai ripari e stanno iniziando a intravederne i benefici, anche economici. La notizia avviene secondo per secondo, e la fruizione è sempre più mobile. Non intercettare questo tipo di pubblico, e non saperlo coinvolgere perfino nel processo di costruzione della notizia stessa, significa morte sicura per i siti d'informazione. 

    Se c'è miopia verso il mercato dei freelance di qualità, che sanno offrire prodotti 'ricchi, completi e attraenti' come dici tu, è anche vero che molti dei freelance o dei giovani giornalisti aspirano al posto fisso come deskista in un grande quotidiano nazionale, ovvero a qualcosa che già puzza di morto. 

    La rivoluzione tecnica 'dall'alto' sta già avvenendo: molte redazioni si stanno attrezzando sul fronte real-time. E' importante che anche 'dal basso' ci si sappia vendere di conseguenza.
    lillo 7/22/2013 2:03:34 PM
    Commenta ()
  • Pubblicità e live blog. Sei stato tu a notare la pubblicità dei pannolini Pampers sul live blog dper il Royal Baby di Yahoo UK. Un sito può farsi pagare di più le pubblicità da mettere intorno a un contenuto real time? Di quanto? E' necessario che siano in tema?Lucia MaffeiJul 22, 2013 at 4:06 PM

    Molto interessante come esempio! Il liveblog per natura - ne ho parlato in dettaglio qui, e approfondisco l'analisi nell'ebook di prossima pubblicazione - tiene il pubblico in pagina per un numero impressionante di minuti. Si parla di 14-5 minuti di media, con picchi oltre i trenta. 
    Se ci pensi, è tutta gente che sta incollata a uno schermo a guardare contenuto misto a pubblicità. In linea teorica, tutti questi brand che investono in pubblicità dovrebbero pagare di più per la maggiore 'esposizione' ricevuta. Ci si sta arrivando. 
    E' necessario che giornalisti e marketing collaborino di più internamente per sfruttare questo tipo di opportunità: c'è un evento grosso in vista? Perfetto. Pianifichiamo la copertura in tempo reale e ne rendiamo partecipe il marketing, così che trovi lo sponsor giusto per tutta la durata della diretta. 

    Ci sono, come scrivo nel libro, eventi che hanno un tasso di prevedibilità maggiore di altri (es. il gran premio di Formula Uno), per cui si possono preparare per tempo specifiche tags da associare al contenuto - e quindi, spalle pubblicitarie collegate a tali tags.  


    lillo 7/22/2013 2:13:52 PM
    Commenta ()
  • Dato che il travaglio è iniziato stamattina, è probabile che il Royal Baby nasca nella notte. I live blog hanno ancora molte ore di diretta da coprire.
    La nostra chiacchierata invece termina qui. Grazie a tutti per averci seguito, e alla prossima!Lucia MaffeiJul 22, 2013 at 4:29 PM

    Indeed, come dicono qui a Londra...
    Proprio qui sta il valore del contenuto per il quale si paga: non solo tiene col fiato sospeso i propri lettori per una quantità di tempo lunghissima, ma può durare per uno o più giorni. Tanto volume, per tanto tempo. Se la storia è narrata come si deve (ovverosia, con un alto tasso di multimedialità e attraverso il dialogo costante con il lettore) allora diventa appassionante. Se invece si tratta di trasporre tweets in automatico da Twitter al proprio sito, allora non ne vale la pena. Il lettore potrà già seguire gli sviluppi sul social network. 

    Grazie a te per le domande, e a tutti coloro che hanno seguito! 
    lillo 7/22/2013 2:32:12 PM
    Commenta ()
  • La nostra chiacchierata invece termina qui. Grazie a tutti per averci seguito, e alla prossima!
    Lucia Maffei 7/22/2013 2:32:18 PM
    Commenta ()
  • lillo 7/22/2013 2:39:25 PM
    Commenta ()
  • Ready for the live chat? WARNING: it could be disruptive

    by lillo on Jul 23, 2013 at 5:12 PM

    (Ok, ok, era solo una scusa per mettere questa splendida gif animata di Never Say No To Panda)
    lillo 7/23/2013 3:15:10 PM
    Commenta ()
  • Well, in the Star newsroom we've done a lot of training on Twitter over the years. We have offered sessions at a Twitter 101 basic level as well as advanced, often with the expert users training the beginners. As a result, many reporters live-tweet from news events without prompting.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:15:24 PM
    Commenta ()
  • At Digital First, we are big fans of the ScribbleLive Training Wiki. You folks provide great training, Miles.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:15:36 PM
    Commenta ()
  • We've done several of the Scribble trainings, too, and learned a lot.
    Teryl Franklin, State Journal 7/23/2013 4:16:09 PM
    Commenta ()
  • I include some aspect of live coverage in most of my newsroom visits, either in a formal workshop or individual coaching or both.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:16:33 PM
    Commenta ()
  • As important as training is, the best way to learn live coverage is to try it with some routine events. Then you'll have sharp skills for when the big story breaks or the big event comes to town.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:17:09 PM
    Commenta ()
  • We're fans of both the Scribble trainings and the free or inexpensive webinars offered by Poynter. We've also encouraged staffers to take advantage of webinars offered by Newspapers Canada.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:17:17 PM
    Commenta ()
  • So, learn by doing seems to be the way to go.
    Miles Kenyon 7/23/2013 4:18:13 PM
    Commenta ()
  • Our training tends to be one-on-one, based on how tech-savvy people are. We have a newsroom full of years of experience, but sometimes people are intimidated when asked to tweet photos or videos. They think it will be hard. They just need someone to show them how easy it is.
    Teryl Franklin, State Journal 7/23/2013 4:18:41 PM
    Commenta ()
  • In line with that Teryl, we have an audience question from Dana Lacey.
    Miles Kenyon 7/23/2013 4:19:38 PM
    Commenta ()
  • I should note that Star staffers aren't required to live-tweet events but highly encouraged. If someone's new to it, we might encourage them to tweet from a minor event to start. Then when big news breaks they feel comfortable.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:19:38 PM
    Commenta ()
  • How do you convince an old-school reporter -- who may be nervous or hostile about new tech -- to make the leap into digital?
    dana lacey 7/23/2013 4:19:42 PM
    Commenta ()
  • Good question, Dana: The best way to help a reporter make the leap to digital is to show him or her how digital tools can help you do better journalism. It's all about good journalism and old-school reporters love good stories.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:20:50 PM
    Commenta ()
  • One of my best-read blog posts ever, Dana, was my "Dear Newsroom Curmudgeon" letter, offering advice on this very question.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:22:06 PM
    Commenta ()
  • I agree with Steve. Everyone is motivated by doing good journalism. Sometimes, we have to make the case that the digital work isn't added value -- it's part of our everyday expectations now. Dana, that's where I think one-on-one training can be helpful. They can ask questions without feeling bad. Once they start doing it, they tend to like the interaction and followers. They get a comfort level.
    Teryl Franklin, State Journal 7/23/2013 4:23:11 PM
    Commenta ()
  • A strategy that has worked with print reporters (old-school or otherwise): I point out that their work can reach a much wider audience if they use real-time digital tools to tell their stories.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:23:23 PM
    Commenta ()
  • Non vedo ancora domande dal pubblico italiano .... timidi? :) basta cliccare sul bottone qui sopra. E' un'opportunità unica per fare domande a dei veri e propri guru del giornalismo d'oltreoceano.
    lillo 7/23/2013 4:23:36 PM
    Commenta ()
  • When they see a story go viral, that makes for converts.
    Teryl Franklin, State Journal 7/23/2013 4:24:11 PM
    Commenta ()
  • I agree with Teryl! Show them the numbers. I find the Scribblelive blog stats to be great for that.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:25:04 PM
    Commenta ()
  • Entice with great stories and reach-- that makes sense
    Miles Kenyon 7/23/2013 4:25:51 PM
    Commenta ()
  • Now let's talk about reporters at the other end of the spectrum: what do you look for when hiring interns or junior reporters? Are real-time skills must-haves?
    Miles Kenyon 7/23/2013 4:26:52 PM
    Commenta ()
  • Real-time skills help you get a job or an internship, but if you're willing to learn, they aren't a must-have.
    stephenbuttry 7/23/2013 4:28:44 PM
    Commenta ()
  • I don't hire staff but I have been on the hiring committee for our Radio Room interns. The Radio Roomers monitor police scanners and cover breaking news. Their ability to file quickly and accurately while juggling multiple stories is key to being successful in the job.
    Shauna Rempel 7/23/2013 4:29:56 PM
    Commenta ()
Offerto da ScribbleLive Content Marketing Software Platform