Festival GLocal12
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Festival GLocal12

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  • #glocal12 luca conti - l'esperienza raccontata da persona a persona é lo strumento più valido per diffondere contenuti sui social
  • Paolo Giacomin: l'unica strada è utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione
    lillo 11/16/2012 3:30:43 PM
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  • Internet non ha ucciso e non ucciderà i giornali. Dicono al #glocal12.
  • RT @uncronista: @barbarasgarzi "Mettiamoci nei panni del lettore. Ricordiamoci Nielsen: attenzione media sul web è meno di un minuto" #glocal12
  • Giacomin: carta o digitale?forse dovremmo semplicemente pensare che il giornalista deve usare tutti i mezzi a sua disposizione#glocal12
  • Paolo Giacomin L'originalità - i pezzi che non vengono da agenzia - hanno valore aggiunto. Molta dell'informazione, soprattuto online, si basa purtroppo sull'agenzia.
    lillo 11/16/2012 3:33:51 PM
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  • molti dei pezzi del QN sono però lanci d'agenzia appena modificati!
    stefania 11/16/2012 3:34:59 PM
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  • @Glocalnews "Le notizie locali hanno una loro forza perché hanno originalità che quelle nazionali non hanno più" #Varese #glocal12
  • Paolo Giacomin Si parla di costruire pacchetti premium per il pubblico mobile
    lillo 11/16/2012 3:37:11 PM
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  • "Twitter non è gratis, e' diversamente costoso. Il tempo e i dati che gli mettete dentro non sono #gratis" #lab #Ona #glocal12
  • Giorgio Gandola

    Direttore Eco di Bergamo


    Giorgio Gandola nasce a Como il primo febbraio 1958. Frequenta il liceo classico, poi la facoltà di Giurisprudenza. Sin da piccolo ha il pallino del giornalismo e a 20 anni entra nel giornale locale, La Provincia di Como, come collaboratore. Il primo febbraio 1982, giorno del suo 24esimo compleanno viene assunto. Dopo sette anni da cronista a “La Provincia”, il 9 novembre 1989 viene interpellato dallo staff di Indro Montanelli per il passaggio a “Il Giornale” a Milano. E’ il giorno del crollo del muro di Berlino, notizia secondaria per Gandola rispetto alla telefonata del grande Indro. Così si ritrova a Milano, in quello che sta per diventare un vero e proprio laboratorio di giornalisti oggi affermati.

    In quel gruppo di giovani discepoli – ai quali Montanelli dispensa lezioni la sera in tipografia- ci sono anche Beppe Severgnini, Francesco Battistini, Marco Travaglio, Daniele Vimercati e futuri direttori come Cattaneo (Arena di Verona), Giuliano Molossi (Gazzetta di Parma), Ario Gervasutti (Giornale di Vicenza), Virman Cusenza (Mattino di Napoli), Mario Sechi (il Tempo), Giorgio Mulè (Panorama). Al Giornale, Gandola scrive di sport, poi di costume, spettacoli, politica, cronaca. Il suo primo articolo in prima pagina ha personalmente l’ok di Montanelli via fax da Cortina. Nel 1994 viene nominato inviato speciale da Vittorio Feltri, che nel frattempo aveva sostituito Montanelli sulla tolda. Fa un paio di volte il giro del mondo in chilometri, si occupa di alcuni fra i più importanti fatti dell’ultimo decennio del Novecento (dall’alluvione del Piemonte al terremoto di Assisi, alla comparsa dei primi kamikaze islamici in medio oriente, alla guerra in Kosovo, al fenomeno no global dagli albori al G8 di Genova).

    Negli ultimi anni Gandola scrive per Mondadori la biografìa di don Luigi Verzè (titolo: “Pelle per pelle”) e ricopre la carica di caporedattore responsabile della redazione sportiva de “il Giornale” in questa fase diretto da Maurizio Belpietro. Tutto ciò sino al maggio del 2006, quando riceve la proposta di tornare a Como a dirigere il giornale da cui era partito 17 anni prima con i calzoni corti.  La Provincia appartiene alla Sesaab e nel frattempo si è fatta in quattro, nel senso che ha aperto con successo edizioni anche a Lecco, Sondrio e Varese. Dopo cinque anni di direzione in queste quattro province, Gandola approda a Bergamo per guidare lo storico quotidiano della città, con le sue 50.000 copie il giornale locale più letto d’Italia: L’Eco di Bergamo. E’ sposato e ha due figli.

     
    lillo 11/16/2012 3:41:35 PM
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  • Gandola: maledetto Stefano Lavori.

    lillo 11/16/2012 3:42:47 PM
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  • finora tutti gli speaker hanno sciorinato cifre di crescita online strabilianti: ma allora com'è che non si riesce a monetizzare questo traffico? com'è che i giornali sono sempre in passivo?
    stefania 11/16/2012 3:44:43 PM
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  • "Il web legato al giornale tradizionale non riesce a stare in piedi" #glocal12 http://bit.ly/THKOR6
  • RT @Claudiogiua: Colpo d'occhio:escono quelli delle news-solo-web, entrano quelli dei siti dei giornali locali, il pubblico si dimezza e invecchia #Glocal12
  • La sala è vecchia?
    lillo 11/16/2012 3:54:19 PM
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  • Paolo Provenzi

    Direttore de La Prealpina


    Paolo Provenzi,  giornalista professionista dal 1996, è direttore del quotidiano La Prealpina e del quotidiano on line Prealpina.it.

    Tra le sue precedenti esperienze professionali, la direzione del quotidiano Il Giornale di Bergamo (dal 2002 al 2011), la direzione dell’emittente televisiva Unica Lombardia, la vicedirezione del bisettimanale La Gazzetta di Lecco.  Ha inziato la sua carriera come cronista di giudiziaria per il quotidiano Il Giorno, redazione di Bergamo.
    lillo 11/16/2012 3:55:59 PM
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  • Un mezzo social non ci fa diventare automaticamente socievoli @barbarasgarzi #glocal12
  • la gelosia della notizia tra cartaceo e web. Per chi non lavora in una redazione bivalente è difficile capire #Glocal12
  • Stand-off ontologico. Le news valgono la pena di essere pagate, ma nessuno vuole pagarle. Ripensare a una terza via, oltre paywall vs non paywall?
    lillo 11/16/2012 4:06:47 PM
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  • Giacomin ammette che si è smesso di scrivere per il web.
    lillo 11/16/2012 4:10:19 PM
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  • Cosa sapranno tirare fuori dal cilindro i giornali locali per uscire dalla crisi?

    lillo 11/16/2012 4:11:38 PM
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  • Come sul print, le notizie web sono pagate dalla publicita'.
    Tex 11/16/2012 4:12:23 PM
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  • da molti anni il lettore è ingabbiato in un unico sito, perpetuando l'idea del giornalismo cartaceo #Glocal12 (non riesco a leggere i nomi)
  • RT @squerit_ita: "Le tre parole d'ordine dell'uso sociale dei social: partecipare, condividere, comunicare" #glocal12 http://bit.ly/THKOR6
  • Si può anche dare l'informazione a livelli con diverse tariffe a pagamento. Ci sarà sempre chi offrirà tutti i livelli gratis #glocal12
  • abbiamo creato un utente che percepisce la notizia online gratuitamente. Non è l'utente taccagno, è l'editore troppo generoso #Glocal12
  • Tool per i rancorosi: twittaquitta, segnala le perdite di followers (nel caso vogliate meditare vendetta) #glocal12
  • Porno soft: a chi si riferisce?
    lillo 11/16/2012 4:17:31 PM
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  • #glocal12 Qualità, certo, perché l'informazione non è un hobby e si paga. Il futuro di Internet a tre livelli mi sembra la giusta strada.
  • ... e l'hai assunta?
    lillo 11/16/2012 4:20:11 PM
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  • Con un giornalismo che non ha paura!
    Tex 11/16/2012 4:20:43 PM
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  • Domanda dal pubblico non citare attraverso il link un argomento approfondibile su altre pagine è prim'ancora che un errore tecnico per chi vuole fare informazione è un po' come invitare una persona su una barca e tenerla lì sopra, intrappolata. Prima o poi sceglierà di saltare su un'altra barca appena passa di lì.
    lillo 11/16/2012 4:22:11 PM
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  • Sopratutto di perdere il lavoro
    Tex 11/16/2012 4:22:15 PM
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  • Le lotte con la connessione a #glocal12 con @barbarasgarzi
  • RT @Aiuwa: I giornali online truccano risultati adv con semplici trucchetti come i refresh automatici #glocal12
  • Dominare, non subire gli strumenti del web 2.0 #glocal12 @rosybattaglia
  • @rosybattaglia dominare i social e non subirli, ong devono imparare a usarli e fare formazione sulla nuova comunicazione #glocal12
  • #glocal12 Visco (La Prealpina): far convergere pubblicità e contenuti per restare sul mercato
  • aboliamo l'ordine, è una delle cause della precarietà di quel sottobosco di aspiranti giornalisti sfruttati senza tesserino
    stefania 11/16/2012 4:28:39 PM
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  • Come ordine di giornalisti dovreste fare un favore a tutta l'industria ed abolirvi.
    Carlo 11/16/2012 4:30:35 PM
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  • Ma vi chiedete mai che magari sono i contenuti che non sono all'altezza del lettore?
    Carlo 11/16/2012 4:31:42 PM
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  • Ma di Mobile non parla nessuno? In USA 40% traffico news e' su mobile
    kasimirb 11/16/2012 4:33:39 PM
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  • Ok ma mi citate un giornale che arriva dalla carta e ha fatto felicemente l'integrazione con online? #glocal12
    da stefano labate tramite twitter modificato da lillo 11/16/2012 4:33:42 PM
  • “Nell’era digitale che fare dei giornalisti?”


    Incontro con Mario Tedeschini Lalli (ONA, Gruppo L’Espresso), Michele Mezza (Rai), Pino Rea (Lsdi), Pier Luca Santoro (Giornalista e Blogger), Letizia Gonzales (Presidente Ordine dei giornalisti Lombardia) conduce Michele Mancino (vice direttore Varesenews)

    Non c’è futuro per i giornalisti, ripetono come un mantra molti dei nuovi protagonisti della Rete. Non più solo i blogger, ma anche i socialqualchecosa, soprattutto il “popolo” di Twitter attacca spesso una categoria che sembra far sempre fatica ed essere un passo indietro o addirittura fuori dal tempo.
    Giuseppe Granieri  scrive: «Ormai la maggior parte dei lavori nel giornalismo», pubblica Bob Cohn, «ha a che fare col digitale. E richiede una competenza molto più ampia, con una serie di capacità che non hanno nulla a che vedere con quelle della generazione precedente».
    Cohn tocca un punto cruciale e spiega come il giornalista di oggi debba saper fare tutto e dominare i nuovi strumenti e i nuovi linguaggi. E la butta giù con una provocazione: «oggi tutti i giornalisti sono dei direttori. Anche i poco-più-che-ventenni».
    La spiegazione è semplice: il giornalista di oggi, se vuole lavorare, deve essere in grado di far tutto: scrivere, editare foto, impaginare, usare i social media, fare infografiche, gestire strumenti avanzati. E se riesce, deve anche capire qualcosa di programmazione.
    «L’organizzazione del lavoro da verticale a orizzontale», dice, «è probabilmente il maggior cambiamento che il mestiere sta vivendo, in un momento in cui i cambiamenti sono tantissimi».

    lillo 11/16/2012 4:41:15 PM
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